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21 feb 2022

Due anni di Covid, la sindaca di Crema: "Abbiamo riconvertito le nostre vite"

Il 21 febbraio 2020 esplodeva la pandemia anche in città: "Un pensiero a chi non ce l'ha fatta"

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Crema saluta i medici e infermieri cubani giunti ad aiutare nella lotta al coronavirus

Crema (Cremona), 21 febbraio 2022 -  "Per la nostra Comunità i 'due annì ricorrono oggi. Era venerdì 21 febbraio ed in Comune mi arrivò la telefonata dell'assessore Attilio Galmozzi , direttamente dal Pronto Soccorso: 'Stefy, chiama la direzione dell'Ospedale, qui ci sono casi sospetti e ne stanno arrivando altri'". Così, su Facebook, il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi ripercorre l'inizio della pandemia di Covid 19 che, scoppiata nel Basso Logiano, si diffuse rapidamente oltre i vicini confini cremaschi. 

"In quelle ore già mandavamo a casa tutti i nostri collaboratori residenti nelle zone lodigiane dove il giorno successivo sarebbe scattata la zona rossa, il pomeriggio ero in Prefettura per il primo di innumerevoli comitati per la sicurezza e nella notte decidevo che avrei sospeso la domenica clou del Carnevale Cremasco", ricorda il sindaco. "Ci illudevamo di potere replicare la domenica successiva, incredibile quanto in questi due anni ci si sia impegnati a riconvertire la nostra vita, riadattandola alle necessità imposte da una esperienza così sconvolgente, inedita e, prima, nemmeno immaginabile con la più fervida fantasia", rammenta.

La comunità ha pagato un prezzo alto alla pandemia: "Un pensiero - ricorda Bonaldi - a chi non ce l'ha fatta, a chi ha pianto i propri morti, a chi lo ha fatto in solitudine, a chi si è battuto, ai sanitari eroi, a tutti coloro che indipendentemente dal ruolo si sono spesi, a chi è arrivato da lontano ad aiutarci, alla protezione civile, all'infinità di volontari e volontarie che hanno colmato i vuoti delle istituzioni, alle forze dell'ordine, alla popolazione scolastica e ai nostri ragazzi e a tutti coloro che hanno tenuto duro". In quei mesi del 2020, la città accolse anche medici in arrivo da Cuba che operarono in un ospedale da campo. Alla loro partenza, un commosso saluto per ringraziarli.

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