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5 apr 2022

Crema: estorsione a colpi di decreti ingiuntivi. Avvocato condannato in appello

Al professionista inflitta una pena di sette anni, con uno "sconto" di un mese rispetto al primo grado

pier giorgio ruggeri
Cronaca
Una toga appoggiata su un tavolo nell'aula bunker di Rebibbia in un'immagine d'archivio. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Tribunale (Archivio)

Crema - Condanna a sette anni di carcere per Angelo Branchi, 64enne avvocato di Crema, riconosciuto colpevole anche dalla Corte d’Appello di Brescia del reato di estorsione tentata e consumata. Dopo la lettura della sentenza, gli avvocati difensori del legale, Marcello Lattari e Roberto Guerreschi hanno dichiarato che attendono il deposito della sentenza, entro 60 giorni e quindi decideranno, con ogni probabilità, di proporre ricorso in Cassazione.

Una sentenza che è un macigno per l’avvocato Angelo Branchi che anche davanti alla Corte d’Appello di Brescia non è riuscito a provare la sua innocenza. Il legale cremasco è stato anche in questa sede ritenuto colpevole di aver estorto soldi non dovuti, insieme con un suo cliente, alle aziende per le quali l'assistito aveva lavorato. In pratica il meccanismo funzionava in questo modo. Il cliente di Branchi lavorava per le ditte montando serramenti e infissi, quindi si faceva pagare in nero e poi, anni dopo, emetteva fattura per quegli stessi lavori, chiedendo di essere saldato. Naturalmente nessuno pagava e allora il fabbro faceva ricorso all’avvocato Branchi, il quale emetteva decreti ingiuntivi nei confronti dei debitori per ottenere il saldo delle fatture.

Il gioco aveva fruttato all'operaio parecchio denaro e all’avvocato sostanziose parcelle, ma a un certo punto la macchina si è rotta. Più di un titolare d’azienda, pur di fronte a un’autodenuncia per pagamenti in nero, aveva confessato quel che succedeva e i giudici avevano emesso mandato di cattura per il cliente e denunciato l’avvocato. Secondo le indagini, il legale era parte attiva nell’estorsione, in quanto nessuno dei clienti che avevano denunciato, era mai riuscito a parlare con il professionista e il meccanismo messo in atto per ottenere i soldi non dovuti era sempre lo stesso.

In sede processuale i due presunti estorsori hanno scelto vie diverse. Il fabbro aveva scelto il rito abbreviato ed era stato condannato in primo grado a cinque anni e tre mesi, mentre in Appello la pena gli era stata ridotta a quattro anni e dieci mesi, mentre Branchi aveva scelto il rito ordinario. A Cremona il legale era stato condannato a sette anni e un mese di reclusione, mentre a Brescia c’è stato lo sconto di un mese.

 

 

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