REDAZIONE CREMONA

Allarme aggressioni in ospedale. Nel 2023 sono state 131 su 134

In Lombardia, aumentano le aggressioni al personale sanitario. A Cremona, 131 episodi lo scorso anno. Il consigliere Vitari chiede azioni concrete per garantire la sicurezza dei professionisti.

L’ospedale di Cremona risulta a rischio anche per chirurghi e Oss Il consigliere regionale cremasco Riccardo Vitari lancia un Sos

L’ospedale di Cremona risulta a rischio anche per chirurghi e Oss Il consigliere regionale cremasco Riccardo Vitari lancia un Sos

In Lombardia nel 2023 sono stati registrati quasi 5mila episodi di violenza verbale e fisica che hanno obbligato 21 presìdi ospedalieri – quasi tutti nel Milanese – a dotarsi di un pulsante d’allarme anti-aggressione. La situazione è problematica in particolare all’ospedale di Cremona. Riccardo Vitari, consigliere regionale cremasco in quota Lega, durante la discussione del bilancio al Pirellone ha chiesto e ottenuto dalla Regione un impegno a contrastare il fenomeno delle aggressioni al personale medico e paramedico.

Quali sono i numeri nella nostra provincia? "L’anno scorso sono stati 134 gli atti di violenza fisica o verbale. La maggior parte degli episodi, ben 131, si è registrata a Cremona e in due terzi dei casi ne sono stati vittime gli infermieri. Quest’anno abbiamo registrato 23 assalti contro chirurghi e sette contro gli Operatori sociosanitari. È quindi allarme – insiste Vitari – visto che nei Pronto soccorso cremonesi e cremaschi le aggressioni sono state 60, 31 solo a Cremona nell’area Degenza e nove negli ambulatori psichiatrici".

Vitari ha quindi invitato la Giunta a promuovere azioni di informazione e sensibilizzazione. Il consigliere cremasco ha chiesto di prevedere l’utilizzo di strumenti adeguati, ricorrendo anche alle moderne tecnologie informatiche e di sorveglianza, come il pulsante d’allarme e le videocamere per fare in modo che il personale sanitario possa svolgere le proprie mansioni in un contesto lavorativo di sicurezza, per il bene degli operatori e dei pazienti stessi. "I nostri professionisti – ha rimarcato Vitari – hanno diritto a operare in un ambiente sicuro e protetto".

Pier Giorgio Ruggeri