ROBERTA RAMPINI
Cosa Fare

Franz Rossi e Bobo Pernettaz presentano la loro "Conte dai monti"

Appuntamento a Villa Burba di Rho questa sera alle 21

Villa Burba a Rho

Villa Burba a Rho

Rho (Milano), 10 aprile 2024  - Fanno tappa a Villa Burba di Rho, Franz Rossi e Bobo Pernettaz le loro "Conte dai monti", ovvero storie, voci e suoni ispirati alle vette della Valle d’Aosta, tanto amate dai due autori. Lo spettacolo-mostra itinerante sarà questa sera mercoledì 10 aprile alle 21 nella sala convegni, in corso Europa 291. Franz Rossi, 60 anni, appassionato di corsa, ha fondato nel 2008 la rivista X-run, la prima dedicata a storie di corsa. Quasi un libro che racconta delle persone che corrono, delle emozioni, della fatica e del divertimento, dei sentieri di montagna e dell’asfalto della città. Assiduo frequentatore della biblioteca di Villa Burba, qualche anno fa ha scritto "Corro perché mia madre mi picchia" in collaborazione con l’amico Giovanni Storti. E poi "Una seducente sospensione del buon senso" e "Niente panico si continua a correre", sempre in collaborazione con Storti, del trio Aldo Giovanni e Giacomo. Quando si è trasferito in Valle d’Aosta ha prodotto "Conte Dai Monti" con il pittore Bobo Pernettaz, che di Aosta è originario e si occupa di storie e volumi nella libreria di moglie e figlia. Lavora il legno cercando emozioni nell’assemblare parti esauste. Conte o “cunte” significa racconti. Sono storie che nascono dai ricordi e dalla fantasia degli autori. Il progetto è nato da un podcast in cui Bobo raccontava la storia di sua nonna Tuanette, La chiave di volta. Da lì è nato un reading proposto in più luoghi abbinandolo ad alcune canzoni. Ne è scaturito un podcast ad hoc, Il ContaStorie, prodotto da Passaggi a Nord Ovest. Il libro, infine, non è solo un libro, perché alle parole scritte nero su bianco sulla carta, unisce la voce, i suoni, la musica. Genera un dialogo con chi ascolta o legge. Un volume di oltre 200 pagine che raccoglie 12 storie corredate con realizzate da Bobo, abbinate a un QR code attraverso cui ascoltare la versione raccontata dalla voce di Bobo e il paesaggio sonoro ricreato da Franz. La prefazione è firmata da Franco Faggiani, uno dei più amati autori di letteratura di montagna, la postfazione è opera di Giovanni Storti.