Coronavirus, mascherine in metropolitana a Milano (Ansa)
Coronavirus, mascherine in metropolitana a Milano (Ansa)

Milano, 30 settembre 2020 - Nelle ultime settimane sta cambiando la geografia della diffusione del virus nel Paese. Infatti, come emerso dall'aggiornamento al 24 settembre dei dati relativi all'emergenza Covid-19 dell'Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane, coordinato da Walter Ricciardi (direttore dell'Osservatorio e ordinario di Igiene generale e applicata all'Università Cattolica - campus di Roma) e da Alessandro Solipaca (direttore scientifico dell'Osservatorio), le due regioni che nella prima fase della pandemia sono state colpite più violentemente dai contagi Lombardia e Piemonte - dopo il 16 giugno presentano un incremento mediamente più limitato dei nuovi positivi (l'aumento dei nuovi casi nel periodo considerato è, rispettivamente, del 14,6% e 11,5%).

Il ruolo lombardo

In Lombardia, il 15 giugno, i nuovi casi erano 259 su 6.637 tamponi, con un rapporto tamponi/positivi al 3,9%. Nello stesso giorno i casi nuovi contagi a livello nazionale erano 303: il dato lombardo pesava quindi per l'85% sul totale dei contagi del Paese. Tre mesi e mezzo dopo la situazione, numeri alla mano, è differente. Ieri, martedì 29 settembre, i nuovi positivi erano 203 su 13.791 tamponi, con un rapporto positivi/tamponi all'1,4%. A livello nazionale nelle scorse 24 ore i nuovi casi accertati erano 1.648. Ciò vuol dire che i dati lombardi incidevano sul totale nazionale per il 12,3%. 

Andando invece a confrontare i dati per quanto concerne la pressione sugli ospedali a metà giugno erano 2.098 i ricoverati nei presidi lombardi, 94 nelle terapie intensive. Un dato sensibilmente più alto di quello odierno, ma va osservato che a giugno i numeri relativi ai ricoveri erano in costante flessione. Da inizio settembre, invece, anche la Lombardia sta vivendo un aumento delle presenze in ospedale per Covid-19. Segno che non si può abbassare la guardia. Si tratta comunque di un incremento progressivo ma contenuto. Ieri i ricoverati in terapia intensiva erano 33, negli altri reparti 315.

Quattro regioni osservate speciali 

Dallo report emerge anche che In Italia è ridotta la letalità di Covid-19 in Italia: è passata dal 14,5% dei contagiati della prima ondata (fino al 16 giugno) all'11,5% attuale (dati al 24 settembre). Ma i contagi sono in forte crescita specie in alcune regioni 'osservate speciali'. Nelle ultime settimane si sta infatti attestando un trend sostanzialmente opposto a quello che si è riscontrato nelle prime fasi della pandemia, con il Nord Italia profondamente colpito e il Sud del Paese meno intaccato dalla circolazione del virus. Sardegna, Campania, Lazio e Sicilia sono le regioni che stanno sperimentando "un andamento preoccupante dei contagi", come dimostrano gli incrementi del numero dei positivi dal 16 giugno al 24 settembre, più elevati rispetto al resto delle regioni italiane, +154,2% (positivi passati da 1.365 a 3.471 nel periodo considerato), +140,7% (positivi passati da 4.613 a 11.102 ), +90,8% (da 7.967 a 15.205) e +83,8% (da 3.460 a 6.359) rispettivamente.