L'infettivologo Massimo Galli (Dire)
L'infettivologo Massimo Galli (Dire)

Milano, 1 ottobre 2020 - "Queste 2 o 3 prossime settimane sono cruciali nell'osservazione, nel contenimento e nell'intervento immediato sulla limitazione dei focolai". Ne è convinto Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco e dell'università degli Studi di Milano. Al momento l'andamento dei contagi da coronavirus Sars-CoV-2 in Italia è sicuramente migliore rispetto al trend che si registra in altri Paesi europei. Ma il frangente è delicato e "io non solo rilassato per niente, lo posso dire con doverosa franchezza", ha confessato. Per l'esperto "la preoccupazione è legittima, come lo è" comunque "anche un filo di ottimismo per come è andata finora. Però siamo veramente sul crinale - ha sottolineato- che potrebbe portarci anche a una situazione nettamente peggiore, così come l'opposto".

In Lombardia la diffusione rallenta

Per quanto riguarda la situazione a livello regionale, ieri maglia nera ancora alla Campania, con 287 nuovi contagi. Secondo il Lazio con 210 nuovi casi, seguito dalla Lombardia con 201, da Sicilia e Piemonte con 170 e dal Veneto con 155 e dalla Toscana con 120. In Lombardia - la regione più duramente colpita nella prima prima fase della pandemia - ieri erano 201 i nuovi positivi al coronavirus, quattro i decessi. Sul fronte dei ricoveri si era registrato un incremento di una unità nelle terapie intensive (34 in totale) e un calo di 9 negli altri reparti (306).

Il contagio si è esteso al Sud

Da qualche settimana il contagio si è esteso al Sud. Sta infatti progressivamente mutando la geografia della diffusione del virus nel Paese, come emerso dai dati relativi all'emergenza Covid-19 dell'Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane. "I contagi  – viene sottolineato - sono in forte crescita soprattutto nelle regioni del Centro-Sud, con Sardegna, Campania, Lazio e Sicilia che dal 16 giugno al 24 settembre, mostrano un incremento di positivi pari rispettivamente a +154,2%, +140,7%, +90,8% e +83,8%". Al contrario, Lombardia e Piemonte, le due regioni che nella prima fase della pandemia sono state colpite più duramente dai contagi, nella seconda fase presentano un incremento mediamente più limitato, rispettivamente del 14,6% e 11,5%. Purtroppo in Lombardia persiste la percentuale di letalità più elevata, 16,1 decessi per 100 contagiati; anche il Piemonte palesa una letalità elevata, pari al 12% dei contagiati, mentre quella di Campania, Sicilia, Sardegna e Lazio è compresa tra il 4 e il 6%.