Coronavirus
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Milano, 26 ottobre 2020 - E' un dato in chiaroscuro quello relativo alla riduzione dei contagi registrati oggi in Lombardia, come nel resto d'Italia. Il calo di nuovi casi, 17.012 nel Paese contro i 21.273 di ieri, è infatti riflesso immediato della consistente riduzione di tamponi (124.686 in 24 ore, 37mila meno di ieri), come sempre il lunedì. Mentre in Lombardia con 21.324 tamponi processati, contro i 35.285 di domenica, oggi si registrano 3.570 contagi, ieri erano 5.762. Dei nuovi casi, 124 sono 'debolmente positivi' e 22 sono stati individuati in seguito a test sierologico. Aumenta il rapporto tamponi/positivi, che raggiunge il 16,7%, mentre diminuiscono i decessi, passati dai 25 di ieri ai 17 odierni, per un totale di 17.252 vittime dall'inizio dell'emergenza in Lombardia. Ma il dato forse più siginficativo riguarda il forte incremento di dimessi/guariti, che nell'ultima settimana non avevano mai toccato i 600, mentre oggi sono 1.211. Sul fronte degli ospedali, infine, ricoverati in terapia intensiva sono 11 in più (complessivamente arrivano a 242), mentre i ricoverati negli altri reparti aumentano di 133, per un totale di 2.459 posti occupati.

I dati delle province

Milano si conferma al centro della seconda ondata e oggi registra oltre metà dei nuovi positivi lombardi: 2.023 nuovi casi nell'area metropolitana, di cui 960 in cittàNumeri che fanno crescere l'apprensione, anche in considerazione del fatto che gli effetti delle misure contenute nel nuovo Dpcm si faranno sentire tra circa due settimane, mentre intanto le categorie più colpite dall'ultimo decreto (ristoratori, gestori di palestre, lavoratori dello spettacolo) sono già scese in piazza a manifestare. E ora a preoccupare non è solo il fronte sanitario ma anche la tenuta sociale.

Dopo Milano, tra le province lombarde più colpite dal virus, si registrano Monza e Brianza con 439 nuovi casi in 24 ore, Brescia +177 positivi, Como +141, Lecco +114, Bergamo  +113 e Varese +105. Numeri a due cifre per Lodi, +58 nuovi positivi, Cremona +50, Sondrio +35 e Mantova +22.

Coronavirus, i dati del 26 ottobre in Lombardia

Gallera: I numeri cresceranno, effetti misure tra 15 giorni

Sono scattate le misure del nuovo Dpcm che, insieme all'ordinanza regionale, puntano ad arginare la diffusione di Covid-19 in Lombardia. "Qualsiasi cosa facciamo oggi vedremo i risultati nei prossimi 15 giorni e quindi ci stiamo preparando al fatto che questi numeri continueranno a crescere in maniera significativa per almeno 15 giorni" ha ricordato l'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera. Per l'assessore lombardo la situazione negli ospedali della Lombardia "non è in alcun modo paragonabile a quella che abbiamo vissuto a marzo, oggi abbiamo fino a 1.800 posti letto nelle terapie intensive". "Abbiamo chiuso le attività non urgenti e procrastinabili lasciando negli hub la cura dei pazienti Covid più complessi e altre patologie più gravi, così come l'attività ambulatoriale - ha spiegato -. Apriamo spazi per il Covid ma cerchiamo di mantenere attive le altre attività". 

Galli: Situazione veramente difficile

"La situazione si sta facendo veramente difficile, specie a Milano. Chi può stia a casa e limiti i contatti sociali allo stretto indispensabile. Salvaguardiamo gli anziani da Covid-19". E' quanto ha ribadito su Twitter Massimo Galli, direttore del reparto Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano. Secondo l'esperto  nell'ultimo Dpcm ci sono "interventi improcrastinabili per invertire la tendenza. Mi auguro bastino, ma non lo so e se qualcuno afferma di saperlo, mente". Galli ha aggiunto: "L'unica cosa che sappiamo è che ad aver dato risultato è la chiusura totale, ma si vuole evitare. E lo capisco. Allora dico: il lockdown fatelo per conto vostro; limitatevi alle attività fondamentali legate al vostro lavoro e vedete meno persone possibili".