Barni (Como), 27 settembre 2017 - Questo fine settimana Barni si “metterà in posa”, ma i selfie stavolta non c’entrano, sabato e domenica in paese tornerà a risuonare il dialetto e si potrà assistere alle dimostrazioni degli antichi mestieri, grazie al patrocinio del Pirellone e dell’assessore Cristina Cappellini che ha ancora una volta ha deciso di premiare le tradizioni locali. Tutto nasce da un progetto fotografico di Giulia Caminada, che alcuni anni fa ha deciso di fotografare uno per uno i suoi compaesani. «Non il paese, non il tessuto urbano, non le vie e i monumenti a fare da sfondo alla ricerca, ma singoli sguardi, pose solitarie o di piccoli gruppi posti su fondo neutro, estrapolati dalle difese offerte da sempre dalle proprie mura – spiega -. A testimoniare che le cose hanno un’anima, sono pegno della reciprocità e del ricordo».

«L'avvento dell'era  industriale ha quasi cancellato la cultura contadina, della quale si conservano ancora deboli ma significative tracce sparse qua a là. L’aver cercato di accoppiare persone e cose è un ritratto della memoria e una lettera al futuro. Interagire con gli abitanti del paese con la macchina fotografica mi ha permesso di trasformare un rito in una fabbrica di valori, di usare uno strumento visivo per rinsaldare concretamente i legami sociali. Non solo fra me e le persone fotografate, ma anche fra le persone che hanno voluto essere parte del progetto. Il filo conduttore è stato il sorriso». Nel weekend, come in una galleria a cielo aperto, gli oggetti e il loro suono dialettale tornano nelle vie del paese da protagonisti. Nelle 13 corti aperte per l’occasione si vivranno scene di vita contadina grazie alla presenza di 60 figuranti del Gruppo Folcloristico della Val Cavargna che, ospiti speciali i Vallassina, preparano anche degustazioni di piatti tipici che riportano ai sapori della tradizione lombarda. Una grande festa per riscoprire la Valassina che fu e magari per un pomeriggio spegnere il telefonino e abbandonarsi ai ricordi.