Un uomo morì dopo aver mangiato un risotto con funghi letali: moglie e badante patteggiano

Monguzzo (Como), Gianpaolo Mauri si spense a novembre del 2021 dopo alcuni giorni di ricovero. Il sacchetto di Amanita Phalloides era stato raccolto dalla badante e cucinato dalla consorte

Amanita phalloides (foto di archivio)

Amanita phalloides (foto di archivio)

Monguzzo (Como) – Un risotto fatto con i funghi trovati nei prati vicino a casa, senza accorgersi che si trattava di Amanita Phalloides, una delle varietà più pericolose e letali, scambiata per comuni chiodini. Costato la vita, a novembre 2021, a Gianpaolo Mauri, pensionato di 83 anni, morto dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale.

Per il suo decesso, hanno patteggiato quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, la moglie, Maria Cerliani, 85 anni e la badante, Elena Corai, 62 anni, ritenute responsabili di omicidio colposo per aver rispettivamente cucinato e raccolto i funghi, senza verificare con attenzione di quale varietà si trattasse. Il raccolto incriminato era stato fatto dalla badante nel prato adiacente l’abitazione dei due coniugi, e poi consegnato alla moglie, che li aveva tranquillamente utilizzati per il pranzo, senza sospettarne la pericolosità.

Nel giro di qualche ora, tutti e tre erano finiti in pronto soccorso al Sant’Anna, portando con loro un sacchettino con alcuni funghi non ancora utilizzati e un vasetto con gli avanzi del risotto. I sintomi riferiti ai medici – tra cui nausea e vomito, fortissimi dolori addominali – avevano subito fatto sospettare una intossicazione alimentare, presto confermata dalla micologa di Ats Insubria, che aveva fatto attivare il protocollo antiveleni, qualificando i campioni come "potenzialmente mortali”. Ma nel frattempo, le condizioni di Mauri si erano aggravate, complice una pregressa situazione di fragilità, e nel giro di una settimana era morto.

Anche le due donne erano andate incontro a gravi conseguenze per l’intossicazione, che aveva intaccato vari organi. Per ricostruire l’accaduto, erano state sufficienti le dichiarazioni rese al momento dell’accesso in pronto soccorso, accompagnate dai campioni di funghi e risotto consegnati. La segnalazione trasmessa alla Procura di Como, ha portato all’iscrizione sul registro degli indagati delle due donne che, per quanto avessero subito loro stesse le conseguenze di quell’imprudenza, sono state ritenute responsabili, dal sostituto procuratore Antonia Pavan di aver colposamente causato il decesso dell’uomo. In accordo con il pubblico ministero, hanno patteggiato il minimo della pena, 4 mesi con applicazione della sospensione condizionale.