In dogana
In dogana

Como, 31 maggio 2020  - L’Italia riapre mercoledì i suoi confini e la Svizzera continuerà a tenere chiuso fino al 6 luglio. Finora sono caduti nel vuoto gli appelli che da Roma sono arrivati a Berna, colpa dell’indice di contagio ancora troppo alto in Italia e in particolare in Lombardia. Così a partire da mercoledì ai confini tra i due Paesi si rischierà di assistere a scene kafkiane. Gli svizzeri ad esempio saranno liberi di venire in Italia com’era prima del lockdown, ma potrebbero avere grossi problemi al loro rientro in patria. Per la Confederazione Elvetica infatti gli unici spostamenti consentiti sono per ragioni di lavoro e gravi motivi familiari, rimane vietato passare il confine per fare la spesa e al rientro si rischia una multa che può arrivare a 3mila franchi (più di 2.800 euro) e la necessità di sottoporsi a quarantena.

«La data del 3 giugno annunciata da Roma è prematura vista la situazione epidemiologica che sta vivendo l’Italia – spiega il presidente del Consiglio di Stato del Canton Ticino, Norman Gobbi – Per ora la data ufficiale di riapertura è il 6 luglio, quando la Confederazione riaprirà i confini con l’area Schengen». In realtà in castigo ci sono finiti quasi solo gli italiani visto che con francesi, tedeschi e austriaci sono stati raggiunti degli accordi che prevedono la riapertura dei confini già a partire dal prossimo 15 giugno.

«Sono in corso delle discussioni con Roma ed è possibile che si arrivi a concordare la riapertura con l’Italia per questa data – si dice possibilista Gobbi – Il ritorno alla libera circolazione sarà comunque graduale, non si tornerà immediatamente alla situazione ante chiusura». Non è prudente solo il Canton Ticino, il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, Kerin Keller Suttur, anche l’altro giorno ha sconsigliato i viaggi in Italia. «Vogliamo impedire che, soprattutto in Ticino, ci sia una mobilità eccessiva. Vedremo il 3 giugno come sarà la situazione e capiremo come muoverci – sottolinea - Finché i confini svizzeri son chiusi sconsigliamo comunque di viaggiare in Italia».