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22 giu 2022

Cadorago, Spumador in odore di mafia: dalla ditta lettere di denuncia

Trasporti delle bibite in odore di mafia e denunce: la storica azienda è stata posta in amministrazione giudiziaria per un anno

22 giu 2022
paola pioppi
Cronaca
Tutto è legato ad alcuni individui che lavoravano come fornitori di servizi di trasporto alla ditta
Spumador
Tutto è legato ad alcuni individui che lavoravano come fornitori di servizi di trasporto alla ditta
Spumador

Cadorago (Como) - La ricostruzione della grave situazione che si era venuta a creare all’interno della Spumador, a partire dal 2018, era stata ricostruita dai carabinieri di Cantù in un filone di indagine confluito nel più vasto procedimento sviluppato dalla Dda di Milano: atti di violenza e minacce commessi con metodi mafiosi nei confronti dei dipendenti e dirigenti della società.

Non un contesto qualunque: Spumador da oltre un secolo, è uno dei più importanti insediamenti produttivi del Comasco, punto di riferimento del settore anche a livello nazionale, grazie anche all’acquisizione, avvenuta negli anni, di altri importanti marchi. Un patrimonio aziendale e occupazionale, che ora è stato sottoposto dal Tribunale di Milano ad amministrazione giudiziaria, esattamente per questi fatti. A far partire i primi accertamenti, erano state alcune lettere anonime, di cui erano venuti in possesso i carabinieri, che denunciavano alla direzione dell’azienda "una situazione di malessere venutasi a creare tra il personale dipendente, provocato da comportamenti intimidatori tenuti da alcuni individui che lavoravano come fornitori di servizi di trasporto".

Il riferimento era ai fratelli Antonio, Attilio e Pino Salerni, titolari della ditta Sea Trasporti, "i quali erano soliti minacciare gli impiegati dell’ufficio preposto, per ottenere l’assegnazione di alcune tratte, a discapito di altre società". In particolare, veniva riferito un episodio del 9 giugno 2018, quando Antonio Salerni si era presentato in portineria, aveva aggredito verbalmente e fisicamente un magazziniere, entrando a forza nell’azienda e gridando "Qui comando io". Episodi, questi e altri, che hanno portato il Tribunale di Milano a ritenere che vi fosse un’esigenza di "bonifica aziendale", nonostante i provvedimenti di custodia cautelare eseguiti a novembre nei confronti dei Salerni e di altri indagati a loro collegati. Le indagini proseguite successivamente, hanno infatti segnalato "il perdurare di rapporti tra la Spumador e ulteriori soggetti a loro volta collegati ai Salerni", come ex dipendenti della Sea Trasporti, o di società collegate. Tutte considerazioni che hanno creato le premesse per disporre l’amministrazione giudiziaria per un anno, nominando contestualmente l’amministratore, un professionista milanese.

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