
Carabinieri davanti all'abitazione della vittima, Candido Montini (nel riquadro)
Garzeno (Como) - Un coltello da cucina: è l’arma utilizzata per uccidere Candido Montini, trovata dai carabinieri per terra, lungo la strada a Catasco, a poca distanza dall’abitazione dell’uomo.
Il coltello è stato attentamente repertato e inviato ai Ris per trovare tutte le tracce che possano essere rimaste impresse, sangue ed eventuali impronte digitali. Da un primo accertamento, sembra che non si tratti di un modello simile a quelli che aveva in uso il pensionato, e quindi chi lo ha ucciso lo avrebbe portato con sé da fuori: un dettaglio che spinge a escludere l’aggressione come conseguenza di un momento di perdita di controllo non prevista. Al contrario, chi si è presentato a casa del pensionato di 76 anni martedì nel pomeriggio, in via Ai Monti della piccola frazione di Catasco, fin dall’inizio sarebbe stato intenzionato a minacciare o aggredire.
Da ore sono iniziate le analisi dei carabinieri del Raggruppamento Scientifico, rese leggermente difficoltose dal fatto che martedì notte in alto lago aveva piovuto: ma l’eventuale presenza di sangue, avrebbe comunque una persistenza tale da resistere a una condizione di questo genere.
Con il ritrovamento dell’arma, le indagini hanno fatto un importante passo avanti, tale da poter circoscrivere ancora di più i possibili sospettati, il cui elenco è partito essenzialmente dal fatto che Catasco è una frazione molto piccola e circoscritta, dove raramente, o quasi mai, arrivano persone per caso o senza una meta precisa. Ma, per contro, non viene esclusa nessuna altra ipotesi, anche quella dell’aggressione di qualcuno che non aveva alcun particolare rapporto con l’uomo, e che era semplicemente alla ricerca di denaro. L’individuazione dei contanti, che Montini potrebbe aver conservato in casa, nel negozio o in un luogo da lui ritenuto sicuro, è un tema ancora centrale nelle indagini e nelle ipotesi che stanno facendo, ogni giorno, carabinieri e procura di Como.
Su questo omicidio, avvenuto martedì della scorsa settimana e scoperto mercoledì mattina, stanno lavorando i militari del Reparto Investigativo di Como, del Nucleo Investigativo di Menaggio e della stazione di Dongo, a cui da un paio di giorni si sono aggiunti i colleghi del Ros di Roma, Reparto Crimini Violenti. Come sempre accade quando un delitto non viene risolto nell’immediatezza, e quando non c’è una pista privilegiata, gli accertamenti procedono basandosi soprattutto sugli esiti dei rilievi scientifici, sulla ricerca di tracce lasciate da terze persone o sull’emergere, man mano che passano i giorni, su nuovi dettagli che possano legare la vittima a chi gli ha sferrato quelle numerose coltellate al torace, all’addome, e soprattutto alla gola.