Natale, inquinamento alle stelle. Sotto accusa traffico e allevamenti

A Brescia, Cremona e Mantova più concentrazioni di polveri sottili. Legambiente: politiche da cambiare

Natale, inquinamento alle stelle. Sotto accusa traffico e allevamenti

Natale, inquinamento alle stelle. Sotto accusa traffico e allevamenti

Natale all’insegna deL Pm10, in particolare nelle province della pianura lombarda. Lo certificano i dati delle centraline con cui Arpa misura le polveri sottili, analizzati da Legambiente Lombardia, che evidenziano criticità soprattutto nel Bresciano, oltre che a Cremona e Mantova. Sono proprio le province della pianura padana quelle che, cronicamente, presentano le maggiori criticità: la rilevazione delle Pm2,5, le particelle più sottili e più pericolose per la salute, il 18 dicembre erano in concentrazioni di 43 microgrammi per metro cubo a Brescia, 30 a Bergamo, 47 a Cremona, 43 a Mantova, 40 a Lodi, 47 a Monza, 44 a Milano, 31 a Pavia, tutti valori ampiamente sopra i 15 microgrammi indicati come valore giornaliero dalle nuove linee guida dell’Oms (attualmente la normativa italiana non prevede un limite giornaliero, ma un riferimento annuale di media di 25 microgrammi). Per quanto riguarda il Pm10, boccheggiano le grandi città, come Brescia e Bergamo, oltre che Milano, "responsabili – spiega Legambiente – di gran parte delle emissioni da traffico, ma anche abbastanza vicine alle aree di grande concentrazione zootecnica per risentirne in modo significativo nei livelli di Pm10 rilevati dalle centraline urbane. La spiegazione per una campagna agricola così malsana va ricercata nei troppi animali allevati in Lombardia, regione che concentra quasi un terzo del peso vivo di tutti gli animali allevati in Italia".

Dagli allevamenti lombardi (di cui una buona parte è nel Bresciano) esala gran parte delle oltre 90mila tonnellate annue di ammoniaca gassosa che Arpa stima per la Lombardia, ingrediente di base per la formazione del particolato inorganico secondario che costituisce oltre i 2/3, in peso, del Pm10 misurato. "È sempre più evidente come siano le emissioni della zootecnia industriale a rappresentare la causa principale, insieme al traffico veicolare, dell’inquinamento da polveri sottili che affligge la regione – commenta Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia –. La Lombardia fino ad oggi si è ben guardata dall’affrontare la riduzione di questo fattore di pressione ambientale, ad esempio riducendo i capi per rispettare il necessario rapporto tra animali e territorio. È evidente che, finché non saranno attuate politiche di limitazione delle emissioni degli allevamenti, la bassa Lombardia sarà condannata a tenersi la propria pessima qualità dell’aria, restando esposta anche nei confronti delle infrazioni europee".