Como, 16 aprile 2018 - Sono settemila gli stranieri in viaggio clandestinamente restituiti all’Italia negli ultimi dodici mesi, applicando la riammissione semplificata. Un sistema che consente alla Svizzera di consegnare alla polizia di frontiera di Como, ogni persona priva di permesso per rimanere sul territorio, e per la quale c’è prova immediata della provenienza dal territorio italiano.

Dal 1° aprile 2016 1° aprile 2017, erano state 20mila e 190, con una media di oltre 55 al giorno, scesi nei dodici mesi successivi a 12mila 936, pari a 35 al giorno. Dati che trovano conferma da quanto monitorato dalla polizia di confine, secondo cui i soggiorni illegali tra gennaio e marzo, sono spassati dai 7.300 del 2017 ai 4.900 di quest’anno. Il confine tra Como e la Svizzera è quindi sempre meno considerato un punto di passaggio per i migranti in transito verso il nord, ma per contro sembrano aumentare le richieste di regolarizzazione da parte di chi vive nel Comasco. Sono saliti a 16mila i permessi di soggiorno rilasciati o rinnovati nell’ultimo anno, duemila, in più del periodo precedente, così come le richieste di asilo politico, passate da 766 a 945. Per contro, è stata incrementata la lotta all’immigrazione clandestina: «Le espulsioni - precisa il questore di Como, Giuseppe De Angelis – sono state 499, quasi il doppio dei dodici mesi precedenti, gli accompagnamenti in frontiera sono passati da 35 a 45, gli accompagnamenti ai centri di permanenza per il rimpatrio sono saliti da 19 a 30, ma a questo si aggiungono gli allontanamenti di cittadini provenienti dall’Unione Europea, passati da 9 a 25».

UNn istituto su cui si è concentrato il lavoro della Questura è il «Rimpatrio volontario assistito», che offre la possibilità di ritorno al Paese di origine, ai migranti che non possono o non vogliono restare in Italia: per la prima volta nel Comasco, 29 extracomunitari, buona parte dei quali irregolari, hanno colto questa opportunità, che prevede l’elaborazione di un progetto personale, e una forma di sostegno per la sua realizzazione. Ma Como rimane una città di frontiera, dove la presenza di migranti rimane uno dei problemi più importanti. Questa sera alle 21, alla Cna di viale Innocenzo a Como, la rete di volontariato ComoAccoglie ha indetto un’assemblea pubblica sulle condizioni di precarietà di decine di persone che vivono per strada a Como.