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1 mar 2022

Lavorare in Svizzera? Conviene sempre meno

Via libera del parlamento elvetico alla trattenuta dell’ottanta per cento delle imposte sul reddito dei frontalieri. Ora spetta all’Italia sottoscrivere l’intesa

pa.pi.
Cronaca
Anche il Consiglio Nazionale ha approvato ieri l’accordo bilaterale
Frontalieri in Dogana

Como -  Via libera del Parlamento elvetico all’accordo tra Svizzera e Italia sull’imposizione fiscale ai lavoratori frontalieri, in virtù del quale gli elvetici tratterranno l’ottanta per cento delle imposte sul reddito lavoratori. Rendendo così meno attraente la prospettiva di un lavoro oltreconfine. Dopo quanto avvenuto per il Consiglio degli Stati (Camera Alta) nel dicembre scorso, anche il Consiglio Nazionale ha approvato ieri l’accordo bilaterale con 186 voti favorevoli, 4 contrari e 2 astenuti.

Ora spetta all’Italia sottoscrivere l’intesa. Secondo il consigliere federale elvetico delle finanze – ruolo equiparabile ai ministri italiani - Ueli Maurer, la procedura si dovrebbe perfezionare entro una quindicina di giorni. Con il nuovo Accordo, la Svizzera tratterrà l’ottanta per cento dell’imposta alla fonte ordinaria prelevata sul reddito dei nuovi frontalieri che lavoreranno sul suo territorio, che oggi si arresta invece al sessanta per cento. Una differenza importante per tutti i lavoratori frontalieri che ogni giorno varcano la frontiere.

Inoltre, i nuovi lavoratori frontalieri saranno tassati in via ordinaria anche in Italia. La doppia imposizione verrà eliminata, mentre alle persone che lavorano o hanno lavorato nei Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese tra il 31 dicembre 2018 e la data di entrata in vigore del testo – che vengono definiti "frontalieri attuali" – sarà applicato un regime transitorio. Questa categoria di lavoratori continuerà infatti a essere tassata esclusivamente in Svizzera, che successivamente verserà ai Comuni italiani di confine, fino all’anno fiscale 2033, una compensazione finanziaria del quaranta per cento dell’imposta alla fonte prelevata nella Confederazione.

Quasi tutti i partiti politici svizzeri, hanno evidenziato i vantaggi che questa porta ai Cantoni svizzeri che si trovano lungo la linea di confine con l’Italia: appunto Ticino, Vallese e Grigioni. In particolare, si andrà incontro a un maggiore gettito fiscale generato dalla maggiorazione del venti per centro dell’imposizione dei frontalieri, soprattutto quelli che entreranno nel mercato del lavoro svizzero successivamente all’entrata in vigore del testo. Il risultato di questo importante accordo, dovrebbe essere un condizione molto meno attraente del mercato del lavoro in territorio elvetico, e contribuire a combattere il gioco al ribasso sociale e salariale che sta diventando un problema sempre più sentito in Svizzera.

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