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14 mag 2022

Esodo per la benzina: il Canton Ticino mette un freno

Preoccupazione per i tanti svizzeri che sono diventati frontalieri del pieno e hanno scelto l’Italia, dove grazie all’iniziativa del Governo le accise sono state ridotte di 30 centesimi

roberto canali
Cronaca
03-01-2012 SVIZZERA CODE AL DISTRIBUTORE DI BENZINA GASOLIO BENZINAIO CODA FILA
FOTO CUSA  CELL 335 6855682
Code al distributore

Como, 15 maggio 2022 - Anche se il loro reddito è il doppio, se non il triplo, di quello italiano, anche agli svizzeri non fa piacere pagare la benzina più di 2 franchi al litro che diventano anche di più con l’avvicinarsi della frontiera con l’Italia. «Ci vuole chiarezza sui prezzi, qualcuno specula – denuncia il consigliere nazionale Marco Romano del Partito popolare democratico – il Consiglio federale deve agire subito". La preoccupazione è per i tanti svizzeri che da oltre un mese sono diventati frontalieri del pieno e hanno scelto l’Italia, dove grazie all’iniziativa del Governo le accise sono state ridotte di 30 centesimi, per fare il pieno. Un danno economico per i distributori a ridosso della linea di confine che nelle ultime settimane hanno visto dimezzare i loro affari.

"Ho presentato una mozione per chiedere l’introduzione di un sito web in grado di monitorare i prezzi alla pompa a livello nazionale, regionale e locale – spiega Romano - così da garantire il rispetto della concorrenza. Un po’ quello che succede in Austria. La benzina arriva tutta da Sud e non si capisce come mai a Bellinzona lo stesso prodotto costi molto meno che a Mendrisio, o come mai a Biasca la benzina sia più cara rispetto ai distributori ubicati in valle di Blenio o Leventina. Poiché il percorso è più lungo, dovrebbe costare di più nel Bellinzonese rispetto al Mendrisiotto.

Una spiegazione potrebbe essere dovuta al fatto che i prezzi sono più elevati dove la frequenza di automobilisti è maggiore". Da qui la proposta della piattaforma web che consentirebbe di evidenziare i prezzi più bassi di erogazione negli impianti di ciascuna area, così da spingere a una concorrenza al ribasso e non al rialzo. Un fenomeno che non è solo del Canton Ticino visto che differenze di prezzi anche di 23 centesimi si sono manifestate nei giorni scorsi anche a Berna e Zurigo, spingendo il “Mister Prezzi“ elvetico a interrogarsi sul fenomeno. "È abbastanza chiaro che la concorrenza non funziona bene - sottolinea Stefan Meierhans supervisore dei prezzi della Confederazione -. La prova di una concorrenza molto forte è quando tutti i prezzi sono quasi uguali, i costi sono ridotti, la produttività e l’economicità sono al 100%".

 

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