Brescia, ore decisive per la riammissione alla serie B: parola al Consiglio federale

Continua l'altalena di fatti e indiscrezioni che stanno accompagnando la società del presidente Cellino. Il ruolo di Reggina e Lecco

Massimo Cellino, presidente del Brescia Calcio
Massimo Cellino, presidente del Brescia Calcio

Brescia – Il Brescia si sta avvicinando al Consiglio federale che domani mattina dovrà (anche se, forse, non sarebbe male usare il condizionale) fare luce sul prossimo campionato di serie B in un’altalena di emozioni e sensazioni anche contrapposte.

Una situazione in costante e improvvisa evoluzione che vede le Rondinelle relegate, sostanzialmente, al ruolo di spettatrici e che nelle ultime ore ha posto al centro dell’attenzione le vicende societarie della Reggina. Il sodalizio calabrese, che a ieri pareva ormai condannato, ha avuto un vero e proprio colpo di coda. Proprio nella giornata di ieri, invece, il patron Felice Saladini ha saldato i debiti nei confronti dello Stato (tra contributi e Inail) e nel corso della notte ha firmato la cessione della Reggina ad un fondo inglese. Tutto risolto dunque in casa amaranto? Assolutamente no, verrebbe da dire considerando che i restanti debiti verso terzi non sono stati attualmente onorati e che, d’altra parte, il preliminare di vendita è stato sottoposto alla condizione che i calabresi riescano effettivamente ad iscriversi in serie B.

La fluttuante posizione della Reggina e, pur se con diverse sfaccettature, del Lecco rende difficile anticipare quello che potrà essere l’esito del ricorso di queste due squadre contro la mancata iscrizione al torneo cadetto decisa dalla Covisoc e, di conseguenza, rimane problematico anche ipotizzare quello che potrà essere il futuro di un Brescia che rimane “pericolosamente” sospeso tra serie C e riammissione tra i cadetti. La società del presidente Cellino non è comunque l’unica che si trova in questa condizione, visto che anche Perugia e Foggia stanno seguendo con motivato interesse lo sviluppo della situazione e, soprattutto, quella che potrà essere la decisione del Consiglio Federale di domani.

Una riunione che si è venuta a trovare tra le mani una “patata” più che bollente, tanto che non sono pochi quelli che sostengono che, nel proibitivo tentativo di non scontentare nessuno e di evitare lunghi strascichi tra ricorsi e controricorsi, la prossima serie B potrebbe essere portata a 22 squadre, “salvaguardando” così Reggina, Lecco e Brescia, anche se un’opzione di questo genere non accontenterebbe le tesi portate da una tra Perugia e Foggia, che al momento sperano di prendere il posto tra i cadetti della matricola bluceleste.

Domani, comunque, si potrà vedere una situazione più chiara e questo potrà dare nuovo slancio pure al mercato del Brescia, che deve definire la posizione di Cistana (richiesto in serie A) e di Ayé, che nonostante le offerte giunte dalla Francia il presidente Cellino non intende lasciar partire.  

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