Pasquale Iacovone
Pasquale Iacovone

Ono San Pietro (Brescia), 13 aprile 2017 - Confermato anche in Cassazione l’ergastolo nei confronti di Pasquale Iacovone, l’uomo che il 16 luglio 2013 a Ono San Pietro, in Valle Camonica, uccise i suoi due figli Andrea e Davide di 9 e 12 anni. Iacovone, secondo quanto ricostruito dai giudici di primo e secondo grado, dopo avere soffocato i due bambini ha dato fuoco all’abitazione dove si trovava con i figli, che finirono carbonizzati. "Sono innocente, c’è stato un incendio, ma non c’entro con la morte dei miei figli", aveva detto Iacovone nel corso del processo di Appello a cui aveva preso parte con una maschera protettiva sul volto per coprire le ustioni riportate nel rogo e che ricoprono il 90% del suo corpo.

I giudici non gli hanno mai creduto. Iacovone per loro aveva agito per vendicarsi nei confronti della ex moglie Erika Patti, alla quale in un sms aveva scritto: "Ti ammazzo i figli". Queste le motivazioni del gesto, per il presidente della Corte d’Assise d’Appello di Brescia, Enrico Fischetti, che aveva confermato l’ergastolo del processo di primo grado: "Voleva uccidere i figli e assaporare il gusto tremendo di vedere soffrire in modo indescrivibile la ex moglie di fronte corpi carbonizzati". La donna ieri era a Roma per seguire l’udienza davanti alla corte di Cassazione. "Pena confermata. Ergastolo. Marcisci in galera ora", lo sfogo che l’ex moglie di Iacovone ha lasciato sulla sua pagina di Facebook.