Francesca Fantoni uccisa a Bedizzole
Francesca Fantoni uccisa a Bedizzole

Bedizzole (Brescia), 3 febbraio 2020 - Erano tanti, tantissimi. Talmente tanti che la parrocchiale di Santo Stefano era troppo piccola per ospitare tutti. Così in molti sono rimasti sul sagrato, oppure alle finestre dei palazzi che danno sulla piazza, lo sguardo fisso sulla bara chiara sormontata da rose bianche. Lutto cittadino ieri a Bedizzole per i funerali di Francesca Fantoni, la 39enne pestata, violentata e strangolata la sera del 25 gennaio al parco. A ucciderla è stato un conoscente del posto, Andrea Pavarini, 32 anni, ora in carcere. Una vicenda che scioccato la comunità, presente in massa, con in testa il sindaco, Giovanni Cottini, vecchio amico della vittima. Don Franco Dagani ha paragonato la povera Kekka, un lieve ritardo mentale, buona e un po’ ingenua, a Gesù in croce.

«Questa morte ci ha sconvolti – ha detto nell’omelia – In questi giorni a Bedizzole abbiamo vissuto un clima surreale perché pensavamo fosse impossibile quello che in realtà è successo. L’oratorio, la chiesa e le suore erano i riferimenti di Francesca, allegra, spontanea. A volte la sgridavamo pure per questi suoi atteggiamenti, ma di certo ha toccato il cuore di tutti". E ancora: "Molti hanno gridato sentenze, espresso giudizi – ha proseguito il parroco – Mettiamoci invece in silenzio e cerchiamo risposte: perché oggi la vita non vale più nulla? Perché si uccide con questa facilità? Non si può dare la colpa alla famiglia, alla società, o dire che chi compie simili atti sia ottenebrato. Dove sono finiti il dialogo e il rispetto? Abbiamo cancellato valori fondamentali. Ci accontentiamo di idoli, per alcuni Dio è morto. O ci fermiamo, o rischiamo di suicidarci. Ognuno prenda un impegno e faccia la sua parte".

Anche il vescovo, Pierantonio Tremolada, ha voluto fare arrivare vicinanza alla famiglia Fantoni con un messaggio, nel quale ha ricordato il "sorriso gentile" della vittima, strappata alla vita con "una violenza cieca e assurda".
Toccante il saluto letto dalla sorella Elisa, in lacrime insieme alla mamma Milena. "Ciao Francylove, volerti bene è stata la cosa più facile. Tu c’eri sempre, mi chiamavi tremila volte al giorno anche solo per chiedermi se avevo mangiato. Perdonavi tutto e tutti, il perdono era il tuo dono più bello. A volte ti ho pure sgridato perché eri troppo buona ma invidiavo questa tua qualità. Dammi la forza di andare avanti. Io e la mamma ringraziamo tutti per l’affetto e la vicinanza".