Uccide a botte la madre, Ruben Andreoli resta in carcere: “È pericoloso, capace di uccidere in modo imprevedibile”

Il giudice ha convalidato il fermo nei confronti del quarantacinquenne accusato di aver ucciso a calci e pugni la madre di 75 anni: “Incapace di inibire i propri istinti violenti”

Ruben Andreoli e la scena del delitto a Sirmione

Ruben Andreoli e la scena del delitto a Sirmione

L’omicidio della settantacinquenne Nerina Fontana da parte del figlio Ruben Andreoli, di 45 anni, ha sconvolto la comunità di Sirmione. Soprattutto per le sue modalità. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo dell’uomo, tenendolo in carcere, perché egli “ha dimostrato la totale incapacità di inibire i propri istinti violenti e manifestato contro la madre un inaudito e crudele accanimento, scatenatosi per banali liti domestiche legate al fatto che la vittima si fosse rivolta in modo irrispettoso nei confronti della nuora e avesse gettato via le foto del matrimonio dei due coniugi”

Andreoli, scrive il giudice, “è da ritenersi soggetto altamente pericoloso per l'elevato rischio di ricaduta nel reato avendo dato prova della capacità di uccidere in modo del tutto imprevedibile e senza alcuno scrupolo”. L’omicidio è scaturito da una lite durante la quale il quarantacinquenne si è scagliato contro l’anziana madre, insultandola, spingendola tra il soggiorno e il balcone, sferrandole calci e pugni, scaraventandola a terra e infine, pare, picchiandole ripetutamente il capo contro il pavimento.

La lita sarebbe scaturita dalla volontà di lui di fare un viaggio in ucraina con la moglie e dal rifiuto, in tal senso, della madre. La moglie dell'uomo, di origini ucraine che dal 2010 viveva in casa con il marito e la suocera, ha confermato la natura del litigio spiegando che già da dieci giorni madre e figlio non si parlassero e che Nerina Fontana aveva revocato l'autorizzazione al figlio ad operare sul suo conto corrente. “Il clima in casa era sempre stato sereno e mio marito non ha mai avuto reazioni violente durante le liti”.