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29 mag 2022

"Storia di verità negate" Il 48esimo della strage

Lungo e commosso applauso di una piazza Loggia gremita per il ricordo. Appuntamento segnato dall’avvio di un nuovo capitolo giudiziario

29 mag 2022
federica pacella
Cronaca
Brescia si ferma per ricordare la bomba esplosa il 28 maggio del 1974
Brescia si ferma per ricordare la bomba esplosa il 28 maggio del 1974
Brescia si ferma per ricordare la bomba esplosa il 28 maggio del 1974
Brescia si ferma per ricordare la bomba esplosa il 28 maggio del 1974
Brescia si ferma per ricordare la bomba esplosa il 28 maggio del 1974
Brescia si ferma per ricordare la bomba esplosa il 28 maggio del 1974

di Federica Pacella

Il lungo e commosso applauso di una piazza Loggia gremita, dopo gli otto rintocchi della campana a ricordo delle 8 vittime della bomba esplosa il 28 maggio del 1974, era l’immagine che mancava da due anni. Migliaia i bresciani che si sono riversati nella principale piazza cittadina, riempiendola come non avevamo potuto fare nel 2020 e 2021 a causa di Covid, per il 48esimo anniversario della Strage. Dopo la sentenza della Corte di Cassazione del 2017, che aveva dato un nome a due responsabili della Strage (Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte), l’appuntamento di quest’anno è tornato ad essere segnato dall’avvio del nuovo capitolo giudiziario che si è aperto due settimane fa con l’accoglimento dell’istanza di revisione del processo a Tramonte (l’8 luglio l’udienza in Corte d’appello di Brescia).

A breve si attende inoltre la richiesta, da parte della Procura bresciana, del rinvio a giudizio di Marco Toffaloni, 65 anni, e di Roberto Zorzi, 68enne, indagati nell’ambito della nuova inchiesta sui presunti esecutori materiali della Strage. "La verità storica è ormai acclarata, ma ci sono tre procedimenti in corso – ha dichiarato il presidente della Corte d’appello di Brescia Claudio Castelli - anche a distanza di 48 anni, troppi, si arriverà a processi e soluzioni giudiziarie rispetto a Piazza della Loggia. Questo però è un elemento di forza della democrazia, non di debolezza, perché vuol dire che anche di fronte a crimini efferati e gravissimi come questi si osservano le regole processuali. La forza più grande dell’Italia è stata processare gli autori delle stragi e dei misfatti peggiori con le regole speciali, senza tribunali speciali". Alla commemorazione davanti alla stele dei Caduti, ieri mattina è arrivato anche il segretario del PD Enrico Letta che, in merito agli sviluppi giudiziari, ha commentato: "Questo Paese non riesce mai a dire la parola fine e questo è un elemento di tristezza. È una storia fatta di verità negate". Di memoria e democrazia hanno parlato, invece, Lorenzo Lancini della Consulta degli studenti ed Emanuele Ronzoni segretario organizzativo Uil nazionale, mentre in salone Vanvitelliano il presidente della Provincia Samuele Alghisi, i sindaco di Brescia Emilio Del Bono e di Bologna Matteo Lepore, con la a giornalista e scrittrice Benedetta Tobagi, hanno ripercorso ‘il lungo filo nero delle stragi, il lento cammino della giustizia’. In Loggia sono arrivati anche i messaggi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

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