di Federica Pacella Bonificare siti contaminati? Fatto 100 il costo degli interventi, il 40% ritorna alla collettività in termini di benefici dal punto di vista economico e sociale. Un cambio di prospettiva quello che arriva da una recente ricerca condotta in Lombardia dal gruppo di Ingegneria Sanitaria-Ambientale dell’Università degli Studi di Brescia, che potrebbe dare nella nostra Regione e non solo un impulso...

di Federica Pacella

Bonificare siti contaminati? Fatto 100 il costo degli interventi, il 40% ritorna alla collettività in termini di benefici dal punto di vista economico e sociale.

Un cambio di prospettiva quello che arriva da una recente ricerca condotta in Lombardia dal gruppo di Ingegneria Sanitaria-Ambientale dell’Università degli Studi di Brescia, che potrebbe dare nella nostra Regione e non solo un impulso maggiore ai lavori nei 73 siti contaminati bresciani (tanti sono secondo l’aggiornamento di Regione del 2020, che non tiene conto del Sin Caffaro).

"Le tecnologie di bonifica ci sono – spiega Mentore Vaccari, direttore del CeRar, Centro di ricerca Risanamento ambientale e recupero di aree degradate e siti contaminati di UniBs – e il mercato delle bonifiche è molto vivace, i centri di ricerca stanno sviluppando tecnologie nuove.

I problemi che rallentano gli interventi non sono, dunque, di natura tecnica, ma di ordine economico, perché risulta, purtroppo, difficile di questi tempi di grande recessione trovare risorse pubbliche o private per bonificare.

E poi ci sono problemi di carattere giuridico amministrativo, perché le norme non sono sempre chiare".

Eppure proprio la bonifica di aree contaminate o degradate potrebbe essere una strada per evitare il consumo di suolo, purché siano individuati incentivi che sgravino gli operatori degli extracosti legati alla bonifica.

Il tema del contenimento del consumo di suolo come contributo alle bonifiche sarà oggetto di una specifica sessione della tre giorni della XIII edizione di SiCon-Siti contaminati, workshop tecnico organizzato tra Brescia, Università degli studi di Catania e Sapienza di Roma, con Andis, Gitisa e associazione Csisa Onlus, dedicato ai temi del risanamento e della messa in sicurezza di siti contaminati (9-11 febbraio alla facoltà di Ingegneria).

L’edizione che si svolge quest’anno a Brescia è stata presentata in UniBs dal rettore Maurizio Tira e da Carlo Collivignarelli, coordinatore SiCon, oltre che Vaccari. Olte 50 i relatori che arriveranno in città da tutta Italia. In programma anche la visita al Sin Brescia-Caffaro, venerdì 11.