Laura Ziliani, l’ex vigilessa uccisa
Laura Ziliani, l’ex vigilessa uccisa

Temù (Brescia) - Presto potrebbero esserci novità in merito alle indagini relative al giallo dell’estate 2021, ovvero quello di Laura Ziliani, scomparsa l’ 8 giugno e poi trovata morta, ammazzata in circostanze misteriose, in agosto a Temù, sepolta lungo il greto del fiume Oglio. Un luogo a poche centinaia di metri da una delle sue case di famiglia, dove era arrivata la sera precedente l’8 giugno da Brescia, dove risiedeva con una delle tre figlie, l’unica non indagata per il suo femminicidio. Nel registro sono iscritte la maggiore Paola, 28 anni e la minore Silvia, 19 anni, insieme a Mirto, 28 anni, il fidanzato della maggiore. Ai tempi in cui sono stati indagati il magistrato responsabile del caso e gli investigatori parlarono di "atto dovuto". Nel frattempo, però, nel registro degli indagati non sono state inserite altre persone. Si attendono gli esiti del test tossicologico, che potrebbe metter e in evidenza un eventuale avvelenamento o narcotizzazione della donna, ipotizzata anche da alcuni amici di famiglia.

Il riserbo è totale ed anche la Procura generale non rilascia dichiarazioni. E le sorelle Zani al momento non si espongono. Nelle scorse ore, dal citofono del grande condominio alla periferia di Brescia dove entrambe abitano, hanno detto: "C’è stato detto di non parlare. Lo faremo quando sarà il momento". Lo stesso è stato ribadito direttamente dalla voce di una delle due da uno degli ultimi piani. Non solo: spazientita la donna ha urlato ai cronisti di andarsene. In caso contrario avrebbe chiamato i carabinieri. Intanto è emersa una incongruità nelle dichiarazioni che le due avrebbero reso agli investigatori. Ovvero di "avere visto mamma Laura parlare al telefono la mattina dell’8 giugno, prima di uscire". Il cellulare, però, risulterebbe spento dalla sera precedente.