Giallo nelle acque del lago di Garda: la schiuma resta un mistero

Controlli da parte dei tecnici al momento non ne sarebbero stati fatti. Spunta l’ipotesi di materiale usato per lo scavo di una galleria in Trentino

Schiuma bianca nelle acque del lago di Garda
Schiuma bianca nelle acque del lago di Garda

Brescia – Resta il giallo sulla schiuma bianca comparsa nei giorni scorsi nei porti di Gargnano e di Limone, un “mistero” che rischia di restare senza soluzione perché di controlli, per ora, non ne sarebbero stati fatti.

E a chi dice che potrebbero esser frutto di processi naturali legati alle alghe, Wwf Bergamo Brescia ricorda che c’è poco di naturale anche nella proliferazione delle alghe. "La principale forma di inquinamento che affligge il lago – ricorda l’associazione - si chiama eutrofizzazione ossia eccesso di sostanze nutrienti disciolte. Ed ecco che arrivano anche le fioriture algali naturali". Casi acclarati ce ne sono già stati nel Benaco (ma il problema non è esclusiva di questo lago). "La fioritura algale è una intensa proliferazione di alghe microscopiche, creature vegetali presenti naturalmente nel nostro lago. Questa fioritura compare quando si presenta un forte aumento della temperatura dell’acqua del lago e dell’aria ed una elevata concentrazione di nutrienti, quali azoto e fosforo, che per gran parte delle volte è di origine antropica, ossia provocata dall’uomo, tramite l’uso dei detersivi, fertilizzanti, acque non correttamente depurate, reflui fognari che finiscono direttamente nel lago. Il periodo di queste fioriture è generalmente dalla primavera all’autunno, ma esistono alcune microalghe che fioriscono nel periodo invernale. A causa della presenza delle alghe l’acqua può tingersi di vari colori, dal giallo-bruno, al rosso, al marrone e al verde intenso, dal formarsi velocemente, muoiono altrettanto rapidamente, creando biomassa putrescente, che emana cattivo odore perché in decomposizione".

Difficile che la schiuma avvistata nei giorni scorsi nell’Alto Garda (e che non sarebbe la prima volta che viene avvistata) provenga, comunque, dalla fioritura di alghe, mentre potrebbe essere più verosimile l’ipotesi di materiale schiumoso usato per lo scavo in corso di una galleria in Trentino, molto simile a quella fuoruscita tra Lonato e Desenzano dallo scavo del tunnel della Tav. "Come Wwf – spiega il portavoce per Brescia e Bergamo, Paolo Zanollo – quello che diciamo è di avvertirci subito e di avvisare la Guardia Costiera, che si sta occupando del caso. Se queste scie non vengono segnalate subito a chi di competenza, per fare i prelievi, non si potrà capire la loro origine".