BEATRICE RASPA
Cronaca

Colpisce le vittime sugli autobus o in stazione, a 19 anni è accusato di 11 rapine violente: “Qui comando io”

Si chiama Aman Fares ed è di Casto, in provincia di Brescia. Gira in branco e sceglie accuratamente le vittime. Ora è in carcere con diversi capi d’accusa

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Gira in branco, sceglie le sue vittime spesso sugli autobus o alla stazione delle corriere e poi per obbligarle a consegnare soldi, telefono e collanine le intimidisce con la forza del gruppo, accerchiandole, e poi le minaccia e ferisce con coltelli o bottiglie rotte. "Qui comando io". Condotte attribuite a Aman Fares, 19enne di Casto – di origine marocchina ma nato a Gavardo – finito in carcere nelle scorse ore per un’ordinanza.

Il giovane, già destinatario di un provvedimento del questore che gli vietava l’ingresso a Brescia per due anni, è accusato di aver commesso in quattro mesi 11 rapine, perlopiù nei confronti di minorenni, avvicinati sugli autobus in Valsabbia, ma non solo. Lungo l’elenco dei colpi attribuiti: nel dicembre 2023, alla stazione dei bus in città, Fares e amici avrebbero accerchiato un passante pretendendo portafogli e cellulare e poi ferito con un coltello e una bottiglia rotta.

Il 16 febbraio sulla corriera a Barghe con due complici Fares avrebbe strappato la catenina a un giovane puntandogli un coltello (“ti vengo a cercare e ti ammazzo se parli”). Il 17 febbraio a Brescia avrebbe assalito uno sconosciuto che usciva dall’ascensore del parcheggio per impossessarsi delle sue banconote e la notte stessa avrebbe preso di mira sempre con il branco un ragazzo che aveva appena fatto un prelievo al bancomat ferendolo alla testa con la lama pur di impossessarsi dei suoi 50 euro.

E ancora, il 22 marzo sul bus a Vobarno, dopo avere litigato con l’autista che aveva impedito a lui e agli amici di salire e avergli defenestrato il cellulare, Fares avrebbe avvicinato dei passeggeri. "Ciccione scendi o ti meniamo" si sarebbe sentito dire un sedicenne che non aveva nulla nelle tasche. Il giorno stesso, sempre sul bus, a Roè Volciano, Fares avrebbe puntato 4 compagni di classe: "Fuori il portafogli o vi prendo a sberle, questa è la mia zona, io sono più grande, dovete obbedire quando salgo sul pullman".

Per il gip Giulia Costantino "ha adottato uno stile di vita improntato alla prevaricazione dei più deboli e alla commissione seriale di atti predatori con violenza e minaccia. Si avvale della forza intimidatrice del gruppo. L’elevato numero di rapine compiute induce a ritenerlo un soggetto altamente pericoloso".