Francesco Garibaldi Hibbert, nato in Gran Bretagna, vive a Brescia
Francesco Garibaldi Hibbert, nato in Gran Bretagna, vive a Brescia

Iseo (Brescia) - Sabato Iseo festeggerà il duecentesimo compleanno di Anita Garibaldi: l’eroina dei due mondi, amatissima sposa di Giuseppe Garibaldi, incontrato per la prima volta il 22 luglio 1839, quando il condottiero entrò a Laguna, in Brasile per liberare la città. L’amore per la rivoluzionaria scoppiò immediatamente, tanto la tradizione vuole che Garibaldi nel vederla dicesse "Devi essere mia", pronunciando la frase in italiano perché non sapeva bene il portoghese. Di questo e altro si parlerà a partire dalle 17 nella sala conferenze di Castello Oldofredi a Iseo, dove saranno presenti il presidente dell’Associazione Nazionale Giuseppe Garibaldi: Francesco Garibaldi Hibbert e lo storico Gianluigi Valotti. Si concentrerà sulla sua trisavola Francesco Garibaldi Hibbert, che è legato a Giuseppe e Anita grazie al loro quartogenito Ricciotti Garibaldi, padre di suo nonno Ezio, a sua volta padre di sua madre Anita Garibaldi Hibbert, morta a settembre del 2020. Iseo è stata scelta perché è stata la prima cittadina a affrancarsi dall’Austria. "Ringrazio Francesco Garibaldi per aver scelto Iseo per celebrare il bicentenario della nascita di Anita Garibaldi – commenta il sindaco Marco Ghitti – Mai come nel caso di Anita è vero che dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna".

 

Francesco, lei porta un cognome prestigioso. È discendente diretto di Giuseppe Garibaldi?
"Certamente. Sono discendente diretto tramite mia madre: Anita Garibaldi Hibbert e suo padre Ezio: l’ultimogenito di Ricciotti, quarto figlio di Giuseppe e Anita". 

Come mai è legato a Brescia?
"Il legame con Brescia, che ho scoperto essere una terra meravigliosa, è dovuto a mia moglie che è della zona. Io sono nato nel Regno Unito e là sono cresciuto. Ora abbiamo deciso di stabilirci in città. Mio figlio studia a Brescia e anche se viviamo qui da poco mi sento vicino a questa terra. Nella provincia bresciana abbiamo incontrato un incredibile interesse per il passato e per la storia. Sono cresciuto in Inghilterra per via di mio padre, che era inglese e che ha incontrato mia madre mentre svolgeva servizio a Roma. Mia madre per anni ha sostenuto mio padre nel suo ruolo di diplomatico".

Perché festeggiare il duecentesimo anniversario della sua ava proprio a Iseo?
"Innanzitutto mi sento adottato da Brescia e qui mi trovo benissimo. Dal 2020, inoltre sono presidente della Fondazione Garibaldi, prima coordinata da mia madre, con grandissima abnegazione. Questa commemorazione segue una lunga tradizione di famiglia nel ricordare i fasti e le ricorrenze Garibaldine nonché diverse generazioni di discendenti dedicati al servizio della nazione. Ho scoperto a Iseo e negli iseani un fortissimo legame con la storia risorgimentale. Me ne sento onorato".

Perché ritiene che qui ci sia un forte legame con la storia?
"Perché Iseo ha dimostrato di essere una cittadina innamorata dell’Italia e dell’Idea di Italia e di indipendenza e dell’unità nazionale. Del resto Iseo fu la prima cittadina del Bresciano a insorgere contro gli austriaci il 10 giugno 1859, mentre il 12 giugno la giunta comunale provvisoria incise l’atto solenne del primo comune libero per sempre. A Iseo ha potuto vedere una statua importante: quella di Giuseppe Garibaldi, la prima, fra le tante che sorgono in tutto il mondo, a essere realizzata dopo la sua morte". 

Come si sente in questo luogo?
"Conosco poco Iseo, mi sono commosso a riscoprire tutto il percorso garibaldino in Lombardia e in particolare in questa città. Per me è il ricordo di una vicenda favolosa. Mi rendo sempre più conto di come sia importante ricordare questi fatti anche nei tempi attuali". 

Una azienda franciacortina ha dedicato un vino ad Anita Garibaldi. Le fa piacere?
"Certamente. È un bellissimo gesto di cui ringrazio i titolari della cantina".