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23 apr 2022

Dall'Ucraina a Brescia, piccoli ospiti fra i banchi di scuola ma resta l’incognita docenti

Si guarda all’avvio del prossimo anno. Intanto a fronte degli 800 inseriti, ce ne sono almeno 3mila a casa

federica pacella
Cronaca
(DIRE) Imola, 4 apr. - Questa mattina il sindaco di Imola, Marco Panieri, e il suo vice, e assessore alla Scuola, Fabrizio Castellari, "hanno portato il saluto di benvenuto agli studenti ed alle studentesse ucraini fuggiti dalla guerra che sono stati accolti nelle scuole imolesi". Lo fa sapere il Comune, spiegando che i due hanno fatto visita "alla scuola primaria 'Pelloni Tabanelli', dove sono stati accolti due alunni nelle classi quinte e unp in seconda, e all'Istituto comprensivo paritario 'San Giovanni Bosco', dove dal 21 marzo sono stati accolti due alunni in una classe seconda della scuola primaria e due in una seconda della scuola secondaria di primo grado".    Al momento, dettaglia l'amministrazione, il Servizio Diritto allo studio del Comune "ha notizia di 76 minori presenti nel territorio comunale, di cui cinque in età di nido, 23 di scuola dell'infanzia, 27 di primaria, 14 di secondaria di primo grado e sette di secondaria di secondo grado", alcuni dei quali hanno già iniziato a frequentare le lezioni, mentre 10 "stanno seguendo o seguiranno le lezioni in Dad con la loro scuola in Ucraina". Ovviamente soddisfatto il primo cittadino, secondo cui "abbiamo toccato con mano come la comunità scolastica imolese si adoperi per la migliore accoglienza dei bambini e delle bambine provenienti dall'Ucraina". E ora, aggiungono Panieri e Castellari, "continueremo in percorsi di mediazione linguistica e di alfabetizzazione ,nonché in un supporto psicologico con una disponibilità più ampia rispetto ai due professionisti inizialmente messi in campo".   (Ama/ Dire) 18:12 04-04-2
Bambini ucraina in una scuola a Brescia

Brescia -  Inserimenti scolastici senza problemi per gli studenti ucraini, ma a settembre potrebbe esserci qualche ostacolo, soprattutto per le scuole d’infanzia. Premessa obbligatoria: è impossibile fare previsioni di lungo termine, perché la presenza di profughi (la maggior parte vuole tornare in patria) dipenderà dall’andamento del conflitto. Tuttavia, in un’organizzazione complessa come la scuola, qualche ragionamento lo si sta iniziando a fare. Per ora, i minori inseriti nelle scuole lombarde sono oltre 4mila (dato aggiornato a mercoledì), con Milano e Brescia che, da sole, ne hanno circa la metà. "L’inserimento di oltre 800 studenti ucraini per ora non ha destato particolari problemi – spiega Giuseppe Bonelli, dirigente dell’Ufficio scolastico di Brescia –. Le scuole hanno assorbito tutte le richieste, anche perché da marzo, con l’allentamento delle norme di sicurezza per Covid, gli spazi si sono ampliati".

I Comuni hanno fatto la loro parte: il capoluogo, ad esempio, ha messo a disposizione mensa e trasporti gratuitamente. C’è però un dato: a fronte degli 800 inseriti, ci sono almeno altri 3mila che non stanno andando a scuola. Il quadro non cambia in Lombardia, dove, secondo l’ultimo aggiornamento dell’assessorato alla Protezione civile, ci sono 38mila ucraini di cui la metà minori: ciò vuol dire che va a scuola circa 1 su 5. "Questo dipende dal fatto che c’è una fascia molto numerosa di bambini piccoli, che non vanno a scuola anche perché le madri non lavorano. Dall’altra parte, ci sono gli adolescenti che non hanno l’obbligo scolastico (in Ucraina l’obbligo finisce a 14 anni, ndr. ). Tra chi va alle superiori, poi, molti fanno la Dad".

Se le cose non dovessero mutare, però, è molto probabile che a settembre anche questi studenti, soprattutto i piccoli, saranno iscritti. Per ora l’organico viene chiuso con i numeri pre-Ucraina. Ci sarà spazio e, soprattutto, ci saranno docenti a sufficienza? "Con la legge di bilancio per il 2022 si è deciso di non ridurre il personale in ragione del calo demografico, per cui questo dovrebbe aiutare. C’è il problema della carenza cronica di docenti: noi come sempre a fronte di 15mila posti, abbiamo 4mila scoperti". Il calo di iscrizioni di studenti residenti, -3mila nel Bresciano per il prossimo anno scolastico (-700 solo alle scuole medie), sulla carta potrebbe consentire di assorbire i nuovi iscritti. Nella pratica, però, la riduzione di residenti non è omogenea tra tutti gli ordini di scuole. "Se i numeri restano questi e tutti i piccoli si iscrivono alla scuola dell’infanzia, cosa che è auspicabile, lì possiamo avere qualche problema".

 

 

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