Pontoglio, il sindaco leghista nega la cittadinanza a una marocchina in Italia da 21 anni: “Non capisce nemmeno ‘come ti chiami?’”

La scelta di Alessandro Pozzi ha sollevato polemiche: la donna non avrebbe risposto alle domande del primo cittadino al momento del giuramento previsto in questi casi. Una situazione simile si era verificata anche lo scorso ottobre

Alessandro Pozzi, sindaco di Pontoglio

Alessandro Pozzi sindaco Pontoglio, 20 febbraio 2024. foto da fb Fotolive

Pontoglio (Brescia), 20 febbraio 2024 – Vive in Italia da 21 anni ma si vede negare la cittadinanza perché non sa l’Italiano: è quanto successo a Pontoglio, in provincia di Brescia. L’accaduto ha visto coinvolti una donna marocchina, richiedente la cittadinanza italiana e il primo cittadino leghista di Pontoglio, Alessandro Pozzi. Secondo quanto ricostruito, la donna, al momento del giuramento previsto in questi casi, non ha risposto alle domande del sindaco, perché non ne capiva l’italiano e così il sindaco ha deciso di non darle la cittadinanza italiana.

La scelta di Pozzi ha sollevato polemiche nel paese e non solo, spingendo il sindaco a chiarire la sua posizione per evitare controversie. Il sindaco ha precisato che una situazione simile si era verificata anche lo scorso ottobre quando aveva negato la cittadinanza anche a un'altra persona che non parlava italiano.

“Purtroppo, come già accaduto in passato, questa cittadina non solo ha dimostrato di non avere una conoscenza sufficiente della lingua italiana, non sapendo neppure rispondere a un semplice “come ti chiami?”, ma ha anche evidenziato difficoltà nel comprendere la richiesta di pronunciare il giuramento durante la cerimonia – ha spiegato il sindaco – Dopo oltre due decenni di residenza nel nostro Paese, la sua incapacità linguistica solleva legittime preoccupazioni pratiche e interrogativi più ampi sul processo di integrazione, sia a livello familiare che sociale”. 

Pozzi ha sottolineato che, sebbene non spetti a lui giudicare le capacità linguistiche di un individuo, è essenziale che il giuramento venga pronunciato conformemente alla normativa vigente. "È un atto dovuto, e il sindaco deve agire in base alla corretta esecuzione di tale procedura”, ha concluso il primo cittadino di Pontoglio.