
Poche aziende nella rete della qualità
Sono solo 260 le imprese agricole lombarde ammesse alla rete del lavoro agricolo di qualità dell’Inps, in aumento rispetto agli ultimi anni, ma comunque una percentuale bassissima rispetto alle oltre 44mila presenti. La rete è stata istituita presso l’INPS per selezionare imprese agricole e altri soggetti indicati dalla normativa vigente che, su presentazione di apposita istanza, si distinguono per il rispetto delle norme in materia di lavoro, legislazione sociale, imposte sui redditi e sul valore aggiunto. Secondo l’aggiornamento del 19 giugno, sono 37 nel Bresciano, 89 nella provincia di Bergamo, 5 di Cremona, 3 di Lecco, 2 di Lodi, 64 di Mantova, 22 di Milano, 34 di Pavia, 4 di Sondrio. Nel Bresciano, a maggio si è insediata la Sezione Territoriale della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, presieduta dal Direttore provinciale INPS Francesco Cimino, per potenziare gli strumenti di contrasto del lavoro sommerso e dell’evasione contributiva, incentivando l’iscrizione alla Rete, attraverso un sistema di premialità. "Il settore agricolo è da sempre un settore ad alto rischio – spiega Rossella Gazzaretti, segretaria Fai Cisl Brescia -. La sequela di infortuni e incidenti mortali arriva in un momento in cui il lavoro nei campi è molto intenso. D’altra parte, l’attenzione deve essere sempre molto alta. Nel Bresciano, stiamo lavorando molto anche tramite l’ente bilaterale nato nel 2021, ed abbiamo attivato le procedure con i Rlst, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale, perché, essendo un settore molto frammentato, arrivare nelle piccole aziende e parlare di sicurezza diventa complicato". Una delle difficoltà maggiori è superare la barriera linguistica. "Serve arrivare a tutti. Le stesse aziende, del resto, ci chiedono di avere persone formate e con più competenze, perché i macchinari utilizzati sono molto complicati, ci deve essere la formazione".