Brescia e provincia, pienone per l’Immacolata: dalla città alle piste da sci ai laghi, tutto esaurito

Alessandro Fantini, presidente di Federalberghi Brescia soddisfatto: "Le strutture del centro sono al completo e in montagna tanti stranieri"

Turismo in montagna

Turismo in montagna

Brescia – Ponte dell’Immacolata da tutto esaurito in montagna, soprattutto in alta quota, complice un innevamento che non si vedeva così dal 2020. Bene anche i laghi, dove le poche strutture rimaste aperte hanno incassato il pieno di prenotazioni. Quanto alla città di Brescia, Capitale italiana della cultura sta facendo da traino ad una domanda turistica normalmente non particolarmente elevata in questo periodo.

"Gli alberghi del centro sono al completo – spiega Alessandro Fantini, presidente di Federalberghi Brescia – perché il ponte lungo sta portando ad approfittare di Capitale della cultura. Sono per lo più italiani, mentre in montagna c’è una buona presenza anche di stranieri. In alta Valle Camonica si prevede un buon movimento anche nei prossimi fine settimana".

Difficile fare previsioni per il Natale perché, soprattutto in città, la tendenza è quella delle prenotazioni last minute. "Sarebbe un buon risultato mantenere i numeri dello scorso anno, quando si cominciavano a vedere turisti in arrivo per Capitale". Da Pesaro, prossima Capitale Italiana della Cultura, stanno già guardando con interesse a quanto fatto da Bergamo e Brescia in quest’anno. Ma qual è la prospettiva per le due città, dopo la chiusura di questo anno? "Sarà importante che questa parentesi non si chiuda, ma si evolva. Bisognerà vedere se saremo bravi a mantenere acceso l’interesse dei visitatori sulla città. Stiamo sollecitando il Comune su questo, perché sarà molto importante il confronto tra pubblico e privato. Ci sono tutte le carte in regola per farlo, perché chi ha conosciuto Brescia in questi mesi è stato positivamente sorpreso, un effetto positivo basato su dati concreti".

Altro grande tema resta la concorrenza spesso sleale degli affittacamere che non seguono le regole previste. "Entro fine anno attendiamo che si definisca quanto promesso dal ministro Daniela Santanchè – sottolinea Fantini –. Le città si stanno finalmente accorgendo che il fenomeno degli affitti brevi deve essere governato, non solo per il settore dell’accoglienza, ma perché si sta creando il paradosso di lavoratori, residenti, studenti che non trovano abitazioni o non le trovano a prezzi accessibili. Nei piccoli paesi questo si sta traducendo anche in moria di negozi di vicinato".