"Per noi costi triplicati. I prezzi finali saliranno"

La testimonianza della Fumagalli lampade: il 97% del fatturato arriva dall’estero

"Per noi costi triplicati. I prezzi finali saliranno"
"Per noi costi triplicati. I prezzi finali saliranno"

Cresce la preoccupazione tra le imprese del territorio, secondo in Lombardia per il peso delle merci che transitano via Mar Rosso sul totale del valore aggiunto. Tra i primi a lanciare l’allarme è Emanuele Fumagalli, uno dei tre soci proprietari dell’omonima azienda che con le sue lampade da esterno genera all’estero quasi il 97% del fatturato, portando per il mondo il nome di Varese e del Made in Italy. "Noi spediamo circa 800 container all’anno in diversi Paesi – racconta Fumagalli – di cui almeno la metà passa attraverso il canale di Suez. Nelle ultime settimane i costi del trasporto sono mediamente triplicati e i tempi di transito delle navi sono aumentati di oltre venti giorni. Siamo appena rientrati da una fiera a Dubai, dove tutti i nostri clienti dell’area del Golfo ci hanno posto il problema. Il risultato è che, per l’utente finale, il nostro prodotto costerà di più".

In una settimana il costo del trasporto da Shanghai a Genova è aumentato del 114% salendo a 4.178 dollari per un container da 40 piedi, con un incremento del tempo di percorrenza di almeno il 40% a causa della deviazione verso il Sudafrica così da evitare il Golfo di Aden. Le tensioni nel Mar Rosso hanno fatto crollare i transiti commerciali nel canale di Suez: in avvio d’anno i passaggi sono scesi del 38% rispetto alla prima metà di dicembre, passando da 72 a 55 navi al giorno. La crisi di Suez rischia di incidere pesantemente sull’economia varesina, visto che per l’Italia rappresenta una rotta strategica: da lì transita il 40% dell’import-export marittimo del Belpaese. E sono potenzialmente gravi le ricadute anche sulle forniture energetiche e sull’impatto ambientale.

"Una situazione che può avere conseguenze significative – sottolinea il presidente della Camera di Commercio di Varese Mauro Vitiello (nella foto) – su un’economia, come quella del nostro territorio, che è molto aperta al commercio estero, pertanto più sensibile all’andamento dei mercati internazionali. L’indicatore che maggiormente misura questo aspetto è la propensione all’export che per Varese è pari al 48% mentre per la Lombardia è al 42% e per l’Italia al 36%. Occorre quindi fare molta attenzione: l’auspicio è che, a livello internazionale, si possano trovare al più presto le strategie per disinnescare la crisi di Suez".

Lorenzo Crespi