Quelli del pass universale: "Non siamo una setta"

Incontro con la coppia bresciana che autoproduce i documenti e li “marchia”: "Facciamo tutto alla luce del sole e paghiamo le bollette come gli altri cittadini"

La firma che utilizzano sui documenti è vergata con una penna dall’inchiostro viola che attesterebbe la “capacità giuridica“

La firma che utilizzano sui documenti è vergata con una penna dall’inchiostro viola che attesterebbe la “capacità giuridica“

Provaglio d’Iseo (Brescia) – Firmano i documenti anziché con il sangue, come si è più volte supposto a causa del colore impresso sulla carta, con l’inchiostro rosso, preso da un tampone che si porta in borsetta o da un contenitore più grande che tiene in ufficio. La firma che utilizzano, personale e del tutto identica a quella che farebbero su normali incartamenti e documenti prodotti dalle istituzione, è vergata con una penna dall’inchiostro viola che attesterebbe la “capacità giuridica“. A mostrare ciò che fanno sono due rappresentanti del sodalizio "Noi è io sono One people, la Nazione, One peole I AM", recentemente diventati noti per un documento inviato a diversi enti pubblici e per una denuncia presentata ai carabinieri di Iseo.

Lui della Valtrompia e lei della Valcamonica ma da anni vivono a Provaglio d’Iseo, dove non sono molto conosciuti. Autoproducono documenti come l’“Universal Pass“ con il quale si sono presentati pure al Parlamento europeo. Una sorta di autocertificazione che attesta la venuta al mondo e l’esistenza. Loro lo usano al posto dei documenti rilasciati dallo Stato italiano. "Arrivare a Strasburgo con il nostro Universal Pass è stato possibile, così come è possibile acquistare un biglietto aereo – spiegano – abbiamo partecipato a una gita organizzata, consegnando alla persona responsabile del viaggio gli universal pass che sono stati accettati dal Parlamento Europeo. Qui abbiamo consegnato tutta la documentazione che riguarda il sodalizio, che è stata accettata".

La coppia è convinta di ciò che fa. "Il nostro sodalizio agisce nella legalità – spiegano Monica e Antonio, che sono i firmatari dei documenti pubblicati su molti giornali – abbiamo un sito, siamo disposti a parlare e spiegare a tutti il perché delle nostre azioni. Riteniamo che i Governi/Stati siano in realtà Corporations. Per questo motivo ci definiamo uomini e donne e usiamo il nome e il cognome con la lettera minuscola, perché rifiutiamo di appartenere a chicchessia". La giurisprudenza e la storia del sodalizio sono difficili da comprendere ma i due tengono a sottolineare che la parola “setta“ sia profondamente sbagliata, perché "vivono sotto la luce del sole".

E sottolineano: "Le bollette le paghiamo come tutti. Quello che è finito sul giornale è l’ultimo atto di un contenzioso con una società privata che ha applicato un contratto triplicato rispetto a quello che ci era stato proposto- sottolineano- Non solo abbiamo fatto denuncia ai carabinieri di Iseo di quella riteniamo sia una frode, ma abbiamo anche informato gli enti pubblici e per conoscenza alcuni soggetti privati. Siamo persone normalissime, che fanno la spesa al mercato e pagano quanto comprano. Ci consideriamo però dei risvegliati: che hanno capito di essere usati e vittime di un sistema mondiale. Per questo ci definiamo uomini e donne e non persone".