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26 mag 2022

Omicidio Ziliani, chi sono le figlie e il fidanzato Mirto che hanno ucciso la vigilessa

Studentessa, fisioterapista e cantante lirico. Il ritratto del trio diabolico che ha confessato l'uccisione della vigilessa

26 mag 2022
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Paola e Silvia Zani, Mirto Milani
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Paola e Silvia Zani, Mirto Milani

Alla fine hanno confessato. Prima Mirto Milani, il fidanzato di Silvia, una delle due figlie di Laura Ziliani, la vigilessa trovata morta a Temù l'8 maggio di un anno fa. Poi, stamattina, avrebbe confessato anche Silvia Zani, la figlia minore della vigilessa uccisa. Mirto e Silvia, insieme a Paola, altra figlia della vigilessa, erano stati arrestati nel settembre scorso con l'accusa di essere gli autori dell'omicidio. Da allora non avevano mai parlato. Sino a ieri. Ma chi sono Paola, Silvia e Mirto? Perché avrebbero ucciso la donna? Chi sono Paola e Silvia Laura Ziliani aveva tre figlie, ma solo due sono state arrestate. Si tratta di Silvia e Paola Zani: la prima è una fisioterapista di 27 anni, mentre la seconda è una studentessa di Economia di 19 anni. Le due ragazze  - che hanno una sorella, neppure mai indagata e che soffre di una forma di autismo - ​il 24 settembre erano state prelevate nella loro abitazione in un condominio di via Galvani alla periferia di Brescia. Chi è Mirto Milani Poche ore dopo l'arresto delle due sorelle era stato portato in carcere anche il fidanzato di Silvia, Mirto Milani. Il giovane ha 28 anni ed è nativo di Calolziocorte, nel Lecchese, ma residente a Roncola San Bernardo, nella Bergamasca. E' laureato in Psicologia, ha studiato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano ed è un sopranista, cantante lirico. Silvia e Mirto si erano conosciuti una decina di anni fa durante una vacanza studio nel Regno Unito. Come sarebbe stata uccisa Secondo gli esami tossicologici la Ziliani, una donna di 54 anni, in buona salute, amante della vita all’aria aperta e delle escursioni in montagna, venne stordita, narcotizzata con bromazepam e delorazepam, composti di benzodiazepine che, ha scritto il professor Andrea Verzeletti nella relazione medico legale, avrebbero prodotto "sonnolenza, torpore, ridotta capacità di movimento e in generale di reagire a insulti lesivi esterni". Farmaci "‘sicuri’, ...

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