Sull'ipotesi legionella decisive le analisi di laboratorio
Sull'ipotesi legionella decisive le analisi di laboratorio

Gavardo (Brescia), 14 settembre 2018 - Per ora è solo un sospetto. A chiarire se dietro la morte di un sessantottenne bresciano avvenuta nelle scorse ore nell’ospedale di Gavardo ci sia la legionella sarà l’autopsia disposta dalla Procura di Brescia. L’uomo, residente in città, era stato ricoverato in Poliambulanza per una forma di polmonite acuta e poi, quando le sue condizioni sono peggiorate, è stato trasferito a Gavardo dove è deceduto. Se l’autopsia confermasse l’ipotesi, si tratterebbe del secondo episodio dovuto alla legionella. La prima vittima accertata è stata una donna di 69 anni di Mezzane di Calvisano, Guglielmina Castelletti, morta il 7 settembre e risultata positiva al batterio. C’è poi un terzo decesso sospetto. Si tratta di un 84enne di Carpenedolo morto il 4 settembre, già tumulato, sulla cui morte si stanno facendo verifiche.

«Se fosse necessario siamo pronti anche a fare riesumare il corpo – spiega il procuratore capo di Brescia, Tommaso Buonanno –. L’origine dell’epidemia ancora non è stata individuata. La nostra attenzione è ora concentrata sui pozzi».Qualche indicazione in più si potrà avere all’inizio della prossima settimana quando dovrebbero arrivare i primi risultati sui campionamenti disposti dalla Procura che da sabato scorso per l’emergenza polmonite ha aperto un fascicolo contro ignoti per epidemia colposa. Ad oggi, come ricorda Regione Lombardia, sono stati realizzati 234 campioni, di cui 102 in abitazioni, 65 da torri di raffreddamento o evaporazione, 54 su reti idriche, 13 dal fiume Chiese. L’emergenza nel frattempo sembra attenuarsi. La conferma arriva dall’ assessore al Welfare Giulio Gallera. 

«L’andamento epidemico è in curva discendente – spiega citando i dati dell’Ats di Brescia – dopo i giorni di picco tra il 7 e l’9 settembre, il numero di nuovi casi sta diminuendo. Le positività alla legionella a partire dal 2 settembre sono ferme a 23». Ieri gli accessi al pronto soccorso sono stati 32. «Di questi 11 sono stati dimessi – osserva Gallera –. Gli altri 21 ricoverati». Restano gravi nel frattempo le condizioni di salute del 43enne mantovano che due giorni fa è stato ricoverato al San Gerardo di Monza per polmonite da legionella. L’uomo è in prognosi riservata ed è sottoposto a dialisi. Nello stesso ospedale è ricoverato anche il 29enne bresciano di Roè Volciano, pure lui colpito dal batterio. «Le sue condizioni – spiegano i medici – sono invariate rispet<WC>to alle 24 ore precedenti».