Montichiari, invalido scrive a Mattarella: “Ho bisogno di aiuto”

La lettera di Nicola Colosio al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Percepisco 313 euro al mese e la patente mi serve”

Nicola Colosio con la moglie Carla Montanari
Nicola Colosio con la moglie Carla Montanari

Brescia, 1 febbraio 2024 – Idoneo per lavorare, ma non per guidare. Una vicenda dolorosa e per certi versi paradossale quella che Nicola Colosio, classe 1976 di Montichiari, ha voluto raccontare scrivendo direttamente al presidente Sergio Mattarella, che il 2 giugno scorso aveva insignito la moglie Carla Montanari, malata di SMA2, del titolo di Cavaliere della Repubblica.

La coppia è molto nota nel comune, anche per la loro lunga attività di volontariato. Nella lettera, Colosio racconta il suo percorso lavorativo, iniziato a 14 anni, interrotto diverse volte negli ultimi anni per poter seguire la moglie.

La malattia 

Le cose si sono complicate nel 2018, quando le complicanze dovute alla diagnosi di Siringomielia e Midollo ancorato hanno compromesso anche il suo stato di salute: gli è stata, infatti, riconosciuta un’invalidità dell’80% a fronte della quale percepisce un assegno di 313,91 euro. Ciò non è stato sufficiente per ottenere, però, dall’Inps, la pensione ordinaria di inabilità.

Nel frattempo, però, la Commissione Patenti ha prescritto limitazioni molto serrate all’uso dell’auto: oltre alla richiesta di modifiche al mezzo, è stato vietato di guidare oltre un raggio di 5 chilometri dalla residenza. “Non comprendo come sia possibile non avere idoneità alla guida ma al lavoro sì. La patente mi serve per fare la spesa, andare in farmacia, raggiungere il centro dove faccio fisioterapia, andare a fare visite o ricoveri in ospedale e accompagnarvi mia moglie, anche per svagarmi con mia moglie, la vita è fatta anche di questo”.

La lettera 

Nella lettera, Colosio evidenzia anche l’entità delle spese che gravano sulla famiglia (1.000 euro al mese solo per l’assistenza personale di Carla). “Non ho mai percepito NASPI e non prendo nessun tipo di pensione se non l’assegno d’invalidità. Questo contributo non mi permette nemmeno di far fronte alle spese farmaceutiche e riabilitative. Ho lavorato quasi ininterrottamente dal 1991 al 2017 a tempo pieno e dal 2018 a gennaio 2023 part-time ciclico, ma l’INPS valuta solo gli ultimi 5 anni, periodo in cui la nostra situazione familiare è diventata precaria per l’aggravarsi delle patologie di entrambi”. Quindi l’appello: “Le chiedo un aiuto per uscire da questa situazione avvilente”.