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13 ott 2021
13 ott 2021

Marcheno, giallo sull'ora del delitto. Un teste: "Ho visto Mario Bozzoli alle 19.30"

Le parole di un operaio al processo contro Giacomo Bozzoli contrastano con la ricostruzione degli inquirenti: a quell'ora si sarebbe compiuto l'omicidio

13 ott 2021
PARENTI A sinistra Giacomo Bozzoli che è stato interrogato in Procura A destra lo zio Mario scomparso in azienda nell’ottobre del 2015
Giacomo Bozzoli
PARENTI A sinistra Giacomo Bozzoli che è stato interrogato in Procura A destra lo zio Mario scomparso in azienda nell’ottobre del 2015
Giacomo Bozzoli

Brescia, 13 ottobre 2021 - Ennesimo colpo di scena nel caso di Mario Bozzoli, l'imprenditore scomparso nell'ottobre 2015 e che si ritiene essere stato ucciso. Nel'udienza odierna del processo per omicidio un testimone cancella di fatto le certezze sull'ora del delitto. "L'ultima volta che ho visto Mario Bozzoli erano le 19.30 e sono sicuro perché avevo l'orologio sulla ruspa che guidavo in quel momento e anche il cellulare che ho sempre con me": a raccontarlo in Aula è Aboagye Akwasi, soprannominato Abu, uno degli operai della fonderia Bozzoli di Marcheno,  presenti in fabbrica la sera dell'8 ottobre 2015. Abu era stato indagato per concorso morale nell'omicidio e poi la sua posizione è stata archiviata. Oggi l'unico imputato alla sbarra è Giacomo Bozzoli, nipote della vittima.

La dichiarazione sull'orario resa da Akwasi si pone  in contrasto con la ricostruzione degli inquirenti che sostengono che Mario Bozzoli sia stato ucciso tra le 19.14 e le 19.33. "La mia osservazione - ha detto il pm Silvio Bonfigli - è che Abu sposti in avanti tutti gli accadimenti di quella sera".

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