FEDERICA PACELLA
Cronaca

Viaggio nella cascina di Gussago ostaggio del torrente Gandovere

Da domenica sera non c’è pace per le famiglie residenti alle prese con ripetute esondazioni Il racconto di Alberto Turati: "Dal portone è come se entrasse un fiume. Ho anche pianto"

La famiglia Turati è al lavoro da giorni per ripulire la cascina in cui vive

La famiglia Turati è al lavoro da giorni per ripulire la cascina in cui vive

Gussago (Brescia) – Alle 13, un’auto entra nella corte di via Mandolossa 191, Gussago, al confine con Brescia. "Arriva il pranzo, fortunatamente abbiamo una famiglia numerosa", spiega Alberto Turati. Dall’inizio negli anni ’90, Turati abita in uno degli appartamenti all’interno del cascinale cinquecentesco, dove oggi risiedono tre famiglie, che, come molti a Gussago, da domenica sera non hanno pace. Le piogge torrenziali hanno fatto esondare il torrente Gandovere e, in zona Mandolossa.

"Dal portone era come se entrasse un fiume – racconta Turati -. Avevamo un metro e venti di acqua e fango in casa. Non nego che, quella notte, ho pianto". A distanza di quattro giorni, i danni sono ancora ben visibili: impianti elettrici saltati, cucina inutilizzabile, elettrodomestici andati in tilt messi nel cortile, a testimoniare che la quotidianità è, per ora, un lontano ricordo.«Altre volte – spiega Turati - abbiamo avuto l’acqua, ma ci siamo sempre rimboccati le maniche, senza dire nulla. Stavolta è stato qualcosa di eccezionale, che potrebbe ricapitare da un giorno all’altro".

Alla porta accanto, nella parte più antica della cascina, abita Candida Gottardi, artista e poetessa del dialetto gussaghese, che ha allestito la sua galleria d’arte di sculture in legno nella vecchia colombaia. Le opere non sono in vendita, ma sono meta di visite di giovani (e non), che riempiono spesso la cascina, dove si respira l’aria di un piccolo mondo antico. "Domenica notte le opere in legno vagavano per la corte, in un lago artificiale", racconta Turati. Situazionali analoghe si vedono anche nel resto del paese di Gussago, dove il sindaco Giovanni Coccoli ha chiesto lo stato di calamità naturale. I tempi per avere un po’ di ristoro dai danni sono lunghi: basti pensare che solo ieri è stata avviata la ricognizione regionale per il maltempo di ottobre e novembre nel Bresciano. "E bisogna anche vedere quanto arriverà – sottolinea Turati -. Quello che però è chiaro è che quello che sta accadendo è qualcosa di eccezionale".