Quotidiano Nazionale logo
17 apr 2022

Caduto da copertura in plexiglas Non ce l’ha fatta l’operaio ferito

Era arrivato all’ospedale Civile in elicottero in condizioni disperate dopo un volo di dodici metri. Emilian Reuska, 54 anni, è la quarta vittima che si è registrata solo il 15 aprile in Italia

Carabinieri e vigili del fuoco sul luogo del ferimento dell’operaio rumeno. morto dopo il ricovero
Carabinieri e vigili del fuoco sul luogo del ferimento dell’operaio rumeno. morto dopo il ricovero
Carabinieri e vigili del fuoco sul luogo del ferimento dell’operaio rumeno. morto dopo il ricovero

Era arrivato all’ospedale Civile in elicottero in condizioni disperate, dopo due drammatici tentativi di rianimazione. E nella tarda serata di venerdì è morto. Non ce l’ha fatta Emilian Reuska, l’operaio 54enne che nel pomeriggio precedente era caduto dal tetto di una delle unità immobiliari del residence Costa d’oro di Colombare di Sirmione. La vittima, romeno di casa a Illesi, in provincia di Verona, dipendente di una ditta del Mantovano, stava eseguendo dei lavori di manutenzione in cima alla copertura del complesso. A quanto ricostruito, mentre si muoveva su un lucernario una lastra di plexiglass ha improvvisamente ceduto, facendolo precipitare nel vuoto per una dozzina di metri. Reuska è la quarta vittima che si è registrata solo il 15 aprile in Italia. Come lui altri operai a Cesena, Trento e Sassari hanno fatto un brutta fine mentre prestavano la propria opera. Un dato terrificante, sintomatico di una tragedia di proporzioni crescenti su tutto il territorio nazionale, anche se il fenomeno riguarda principalmente la Lombardia e nello specifico Milano e Brescia, maglie nere per le cosiddette ‘morti bianche’. L’Osservatorio nazionale morti sul lavoro in Italia ha registrato nei primi due mesi del 2022 183 vittime - e il Covid c’entra sempre meno -, con un incremento del 9,6%, quando in tutto il 2021 erano state 1404. Senza tener conto di chi lavora in nero, e che quindi sfugge alle statistiche. Stando ai dati diffusi dall’Inail a Brescia solo tra gennaio e febbraio 2022 rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente c’è stato quasi un raddoppio dei morti, passati da tre a cinque, mentre le denunce per gli infortuni in generale sono balzate da 2.158 a 3.843 (+78%). Allargando lo sguardo alla Lombardia, si scopre che l’allarme è generalizzato: nei primi due mesi 2022 si sono verificati 24 decessi, dieci in più rispetto al gennaio-febbraio 2021, e sono stati ben 24.657 gli infortuni denunciati a fronte dei 15.479 dello stesso periodo. Nel Bresciano in media muoiono sul lavoro due persone al mese, 27 all’anno, una cifra che se estesa all’ultimo decennio fa 270 vittime in azienda. Numeri da strage evidenziati da un recente studio dell’Osservatorio Infortuni della Cgil di Brescia, che ha messo in evidenza come peraltro nemmeno il Covid, con lockdown, restrizioni, taglio dratico delle ore lavorate e tutto il resto, abbia avuto il potere di mitigare. Il bilancio dei decessi è sempre più o meno in linea. Nel 2019 hanno perso la vita trenta lavoratori, nel 2020 quaranta (di cui 26 per Covid) Idem nel 2021. Il settore più falcidiato appare sempre quello dell’edilizia, seguito a ruota dai comparti industria e agricoltura. Cadute dall’alto e schiacciamenti sono le dinamiche che ricorrono con più frequenza, secondo un copione che si ripete, tristemente prevedibile. Non è un caso che i sindacati continuino a chiedere più prevenzione e formazione. Ma per ora la luce in fondo al tunnel non si vede.

Beatrice Raspa

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?