Brescia, bimba disabile picchiata a scuola. Condannata assistente

Pena di un anno nel processo di primo grado: cade l’accusa di maltrattamenti, resta in piedi quella di lesioni ma solo per un episodio. Il pm aveva chiesto 5 anni

Tribunale di Brescia (Archivio)

Tribunale di Brescia (Archivio)

Brescia, 30 novembre 2023 – L'assistente scolastica accusata di aver colpito una bambina con disabilità cognitiva, iscritta a una scuola elementare nella Bassa Bresciana, è stata condannata a un anno con pena sospesa. Una sentenza, questa, che si discosta dalla richiesta iniziale del procuratore Alessio Bernardi che per lei avrebbe voluto di cinque anni di reclusione.

L'accusa di maltrattamenti è caduta, ma la docente è stata giudicata colpevole di lesioni. I giudici non hanno ritenuto provati nè i maltrattamenti, nè due dei tre episodi di lesioni che le venivano contestati. Il tribunale l’ha anche condannata a risarcire i danni alla famiglia della piccola, per una somma totale di 20mila euro.

Il caso emerse nell'aprile 2022 quando i carabinieri posizionarono alcune telecamere nella scuola per osservare come si comportasse l’assistente nei confronti della bambina: in questo modo vennero ripresi i maltrattamenti e gli atteggiamenti violenti dell’educatrice.

I genitori, infatti, avevano allertato le autorità perché la loro piccola aveva cambiato atteggiamento nei confronti degli adulti e avevano notato sul corpo dei lividi sospetti. L’imputata, una trentenne, in fase di indagine preliminare rimase quattro giorni in cella e nove mesi ai domiciliari.

Un anno di condanna per lesioni, contro i cinque chiesti dall'accusa. Escluso invece il reato di maltrattamenti. Si è chiuso così davanti al tribunale di Brescia il processo di primo grado a carico dell'assistente ad personam di una scuola elementare della Bassa bresciana arrestata in flagranza il 28 aprile del 2022 per lesioni e maltrattamenti ai danni di una bambina affetta da disabilità. La donna venne incastrata dalle telecamere montate durate le indagini dai carabinieri. I giudici non hanno ritenuto provati nè i maltrattamenti, nè due dei tre episodi di lesioni che le venivano contestati. L'imputata, trentenne, rimase quattro giorni in cella e nove mesi ai domiciliari. Il tribunale l'ha condannata a versare 20mila euro per risarcire i dann