REDAZIONE BRESCIA

A processo 27 anni dopo il delitto. Battaglia di consulenze sul Dna

Il cinquantenne siciliano Alessandro Galletta torna sotto i riflettori per l'omicidio di Carlo Mortilli nel 1997: la controversa prova del Dna al centro del processo.

Alessandro Galletta il cinquantenne siciliano finito a processo per l’omicidio di Carlo Mortilli non ha deposto in aula

Alessandro Galletta il cinquantenne siciliano finito a processo per l’omicidio di Carlo Mortilli non ha deposto in aula

Contrordine ieri in Assise per Alessandro Galletta, il cinquantenne siciliano finito a processo a 27 anni di distanza per l’omicidio di Carlo Mortilli, rappresentante di orologi di lusso che la sera del 21 maggio 1997 fu freddato a colpi di pistola nel parcheggio dell’hotel West Garda di Padenghe al culmine di una rapina. Era previsto che l’imputato deponesse davanti alla Corte ma la difesa ha rinunciato all’esame. Del resto Galletta nel corso della prima udienza aveva già detto la sua: "Da giovane sono stato un balordo ma non un omicida". La chiave di volta è la prova regina: il Dna dell’imputato, al centro di una battaglia di consulenze, tanto che la presidente, Cristina Amalia Ardenghi, ha già annunciato l’intenzione di disporre una perizia. Prima però ha chiesto al pm Francesco Carlo Milanesi di accertare l’esistenza di sufficiente materiale genetico per provare a ripetere la comparazione genetica. L’omicidio si concluse con due condanne (per Marcello Domenico Fortugno e Fabio Cosoleto). La posizione di Galletta fu invece archiviata. Il suo ingresso nel 2022 a Rebibbia (per altri fatti) fece riaprire il caso: il suo Dna per l’accusa combacia con quello di una traccia di saliva su una calzamaglia repertata vicino alla scena del crimine. La difesa ritiene la prova inutilizzabile. A spiegarne le ragioni, l’ex comandante del Ris di Parma, generale Luciano Garofano, consulente di Galletta, che la scorsa udienza aveva instillato il dubbio. L’estrazione del Dna dal reperto risale al 2000. "Furono riunite in un unico campione due tracce trovate in quantità limitate, gli estratti erano poco puliti. Se si lavora con quantità limitate di materiale biologico l’amplificazione del profilo con la creazione di di copie può dare risultati diversi rispetto a quelli di partenza. Quelle tracce per avere certezza del risultato andrebbero riprocessate". B.Ras.