
Solo Bergamo registra un saldo positivo con 119 aperture e 105 chiusure di attività Male la Val Seriana
Bergamo – Il calo c’è , i numeri lo dimostrano, seppure con qualche isola felice che resiste: i primi sei mesi del 2024 consegnano un quadro critico del terziario in provincia di Bergamo, con più chiusure (669) che aperture (633), con un saldo negativo di 36 attività. Solo il capoluogo fa segnare un saldo positivo (+14 imprese). È quanto emerge dall’analisi di Confcommercio Bergamo, stilata sulla base dei dati camerali aggiornati al 30 giugno. "I primi sei mesi dell’anno, i più frizzanti storicamente in termini di creazione di imprese, segnalano un rallentamento delle aperture nel commercio, turismo e servizi. Preoccupano le cessazioni, dopo il triste primato del 2022 e il parziale recupero nel 2023", è il riassunto di Confcommercio.
Nel primo semestre 2023 erano nate 863 imprese, quest’anno il 26,7% in meno. Il calo interessa gli ambulanti (-32 attività: 49 chiusure, 17 aperture), il commercio alimentare (-20: 53 chiusure, 33 aperture) e non alimentare (-8: 243 chiusure, 235 aperture). L’espansione continua, invece, per bar, ristoranti, strutture alberghiere ed extra alberghiere (158 aperture 153 chiusure) e per i servizi alle imprese (+19, 190 aperture e 171 chiusure). L’abbigliamento è tra i settori più in sofferenza (57 chiusure e 26 aperture, -31 attività).
Bergamo è l’unica area con saldo positivo, +14 (119 aperture e 105 chiusure). In pareggio la Val Cavallina (52 aperture e chiusure), cedono terreno la Val Calepio (41 aperture, 42 chiusure), la pianura (137 aperture, 141 chiusure),l’hinterland (137 aperture, 144 chiusure), l’Isola bergamasca (66 aperture, 77 chiusure), la Val Brembana (27 aperture, 37 chiusure) e la Val Seriana (54 aperture, 71 chiusure).