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5 apr 2022

Tecnologica e su misura: la tuta spaziale per Marte, idea made in Bergamo

Il colosso tessile Radici Group insieme alla sezione italiana di Mars Planet Esperimento nel deserto dello Utah: sei astronuati indosseranno la Bg Suit

barbara calderola
Economia
Filippo Servalli di Radici. Sopra, la stazione nel deserto e la tuta sviluppata a Bergamo
La tuta sviluppata da Radici Group

Bergamo - Un vestito su misura, adatto anche al clima ostile di Marte. Letteralmente. Radici Group, colosso tessile bergamasco, è al centro di un esperimento unico. Sei “astronauti“, dal 10 aprile e per due settimane, si isoleranno dal mondo nella stazione Mdrs, Mars desert research station, nel mezzo della polvere rossa del deserto di un lago prosciugato dello Utah, negli Stati Uniti. Dovranno affrontare un ambiente identico a quello del quarto pianeta del sistema solare. Protagonisti della missione Space medicine operations, in acronimo Smops, quattro italiani, una canadese e un francese, che simuleranno la vita e il lavoro in una realtà tanto ostica.

E tutti indosseranno qualcosa di speciale. Tute spaziali realizzate da Radici Group. L’intera missione userà infatti tecnologie sviluppate in Italia, ma l’abito quotidiano dell’equipaggio, battezzato Bg-Suit, come suggerisce il nome è made in Bergamo, creato proprio da Radici insieme a Mars Planet, sezione italiana (con sede nell’area orobica) Mars Society, attraverso una filiera tutta nazionale. La tuta è stata studiata per consentire agli astronauti di muoversi agevolmente, in sicurezza e autonomia, all’esterno della stazione base con l’aiuto di sistemi avanzati di controllo, monitoraggio e comunicazione. All’interno è dotata di sensori che misurano in tempo reale lo stato di salute dell’equipaggio e dell’ambiente.

Oggi la tecnologia, in futuro l’utilizzo di filati antibatterici, capaci di igienizzarsi autonomamente, in modo da non dover essere né lavati né cambiati. Vantaggi enormi per le missioni spaziali, ma grandissime potenzialità sulla Terra, in diversi campi, dalla medicina alla sicurezza sul lavoro. "In questo progetto – ha detto Filippo Servalli di Radici InNova, la società di ricerca e innovazione del gruppo – abbiamo potuto mettere a frutto le competenze nello sviluppo dei dispositivi di protezione individuale acquisite durante la pandemia e poi applicate al settore industriale, portandole a un livello superiore. Le aziende tessili che abbiamo coinvolto si sono avvicinate a una settore di frontiera, come quello aerospaziale, ampliando conoscenza e metodi utilissimi nel biomedico, con standard di sicurezza elevatissimi".

"L’auspicio è che altre imprese dell’ecosistema industriale di Bergamo e della Lombardia possano avvicinarsi al nostro mondo per costituire un comparto locale", aggiunge Antonio Del Mastro, presidente di Mars Planet. Ma di italiano c’è anche altro nello studio. Le cuciture dei capi sono eseguite con il metodo tradizionale usato dai sarti nel confezionare i cappotti. Non un vezzo, ma una necessità: sono le uniche ad assicurare comodità, tenuta alle polveri e resistenza richieste sul Pianeta Rosso.

 

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