Albino, 30 giugno 2016 - Assolta dal Tribunale di Bergamo la coppia di genitori di Albino, nella Bergamasca, che aveva seguito a Kiev il percorso per la maternità surrogata. Nel 2013 era nato un figlio il cui dna era compatibile solamente a quello del padre. Al ritorno in Italia la coppia è stata denunciata e iscritta nel registro degli indagati dal sostituto procuratore di Bergamo Letizia Ruggeri. Con l'apertura dell'inchiesta il Comune di Albino si era rifiutato di trascrivere la nascita del bambino all'anagrafe comunale e l'atto è stato impugnato dalla coppia, assistita dagli avvocati Carolina Margani e Rachele Lodetti.

All'esito della discussione del rito abbreviato il pm aveva chiesto la trasmissione degli atti in Procura per la modifica del capo di imputazione da alterazione di stato a divieto di maternità surrogata con la volontà di chiedere l'autorizzazione a procedere al Ministero per il reato commesso da soggetti italiani all'estero. Per i due genitori però è arrivata l'assoluzione "perché il fatto non sussiste" disposta dal gup di Bergamo Battista Palestra. Il bambino a oggi è iscritto all'anagrafe comunale solo come figlio del padre e non della madre.