Il tragico schianto si verificò circa 500 metri dopo il casello di Bergamo
Il tragico schianto si verificò circa 500 metri dopo il casello di Bergamo
di Francesco Donadoni L’incidente si era verificato il 13 ottobre, lungo l’autostrada A4, 500 metri dopo il casello d’uscita di Bergamo. Filippo Giordano, 54 anni, originario di Messina, operaio, sposato con due figli, residente a Capriate San Gervasio, era in sella alla moto, una Honda Shadow 600 di cilindrata, e stava raggiungendo il posto di lavoro, alla ditta Aesys di Seriate,...

di Francesco Donadoni

L’incidente si era verificato il 13 ottobre, lungo l’autostrada A4, 500 metri dopo il casello d’uscita di Bergamo. Filippo Giordano, 54 anni, originario di Messina, operaio, sposato con due figli, residente a Capriate San Gervasio, era in sella alla moto, una Honda Shadow 600 di cilindrata, e stava raggiungendo il posto di lavoro, alla ditta Aesys di Seriate, azienda specializzata nei sistemi di comunicazione e nei pannelli informativi. Erano le 7.50. Per evitare il traffico, l’operaio era partito un quarto d’ora prima dalla sua abitazione in via Trieste. Ma al lavoro Filippo Giordano non è mai arrivato perché è stato tamponato da una Fiat 500 X condotta da un 50enne di Novate Milanese. Dopo l’impatto la vittima è stata trascinata per oltre cento metri. Portato in ospedale e sottoposto ad accertamenti, si è scoperto che l’automobilista guidava sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, nello specifico cocaina e cannabinoidi, come riportato da referto medico. Una aggravante. Il pm Paolo Mandurino ha chiesto il giudizio immediato per il 50enne. Udienza fissata per il 25 febbraio. Nella richiesta, accolta dal giudice delle indagini preliminari, Alessia Solombrino, il magistrato ha contestato al conducente della Fiat il reato di omicidio stradale con l’aggravante di aver commesso il fatto in stato di alterazione psicofisica, "determinata dall’assunzione di sostanze stupefacenti, in specie cocaina e cannabinoidi". I familiari della vittima sono assistiti da Giesse risarcimento danni, gruppo specializzato nella gestione di incidenti mortali.

L’imputato ha 15 giorni di tempo per avanzare un’eventuale richiesta di giudizio abbreviato o patteggiamento. "Il prolungarsi dei processi genera molta sofferenza nei familiari – sottolinea Fernando Rosa di Giesse – grazie al giudizio immediato è possibile ridurre i tempi. Un plauso dunque alla Procura che è riuscita a dimostrarsi celere ed efficiente".