
Romano di Lombardia, rabbia e ritardi per il pocket money
Una rivolta per denunciare le condizioni difficili in cui sono costretti a vivere. Momenti di tensione lunedì al centro di accoglienza di Romano di Lombardia, l’ex hotel La Rocca. Gli immigrati ospiti della struttura hanno dato vita ad una protesta sbarrando tutti gli accessi dell’edificio. Da lì è iniziata una lunga trattativa con i carabinieri, ai quali i profughi hanno esposto le loro richieste. Per prima cosa il pagamento del pocket money che da settembre non è più arrivato. Il pocket money è l’unica parte dei 35 euro che viene erogata ai migranti direttamente, in mano. Sono ormai una sorta di costo standard, che viene erogato dallo Stato per i centri di accoglienza non gestiti dalle prefetture. I soldi servono a coprire le spese per il vitto, l’alloggio, l’affitto e la pulizia dello stabile, ma anche a pagare lo stipendio alle persone che ci lavorano e, in qualche caso, ad avviare progetti di inserimento lavorativo per i migranti. La seconda richiesta avanzata dagli ospiti del centro di accoglienza ha riguardato il cibo distribuito loro, ritenuto scadente. La terza richiesta, invece, ha riguardato l’igienizzazione delle stanze dove risiedono: secondo gli immigrati sono invase dagli insetti. Infine i migranti hanno chiesto la sostituzione delle lavatrici guaste nell’area comune della struttura. I militari hanno fatto da intermediari tra i profughi e la Coop Verso Probo, rappresentata sul posto da dirigenti che hanno accolto le richieste degli immigrati. Sono state disposte delle disinfestazioni nelle camere. Sì anche alla sostituzione delle lavatrici guaste. Per quanto riguarda i mancati pagamenti la coop ha fatto presente che sono in capo alla Prefettura. M.A.