Andrea Granelli con il setter Napoleone
Andrea Granelli con il setter Napoleone

Bergamo, 8 marzo 2017 - Ace Ventura? Sul bizzarro acchiappanimali interpretato da Jim Carrey in una pellicola di metà anni Novanta ci scappa una risata: «Era bravo ma noi cerchiamo di essere un po’ meno folli». Andrea Granelli, bergamasco educatore cinofilo, è un detective particolare. Non risolve omicidi o sequestri, non smaschera malviventi. Le sue indagini devono portare a ritrovare cani e gatti persi, scappati o addirittura rubati. Anche se le tecniche «sono le stesse usate dalla polizia nei casi di scomparsa o rapimento di persona».

Andrea ha studiato a Seattle, negli Stati Uniti, dove nei primi anni Novanta è nata la professione del pet detective. Nel 2010 «cercavo qualcosa di nuovo da fare e ho trovato questo lavoro geniale». Che in Italia ha «un grande mercato»: ogni anno vengono denunciato oltre 300mila smarrimenti. Così, al Polo per l'innovazione tecnologica di Dalmine, è nata Pet Detective, una vera e propria agenzia di investigazione per gli amici a quattro zampe. Soltanto nell’ultimo anno ha trattato oltre 1.200 casi con una percentuale di successo dell’80% «se veniamo contattati entro le 48 ore dallo smarrimento dell’animale. Altrimenti scendiamo al 70%». Andrea e Dario Maffioli, amici da una vita e ora anche soci in questa nuova avventura, vengono chiamati da tutta Italia.

«Il primo passo è un profiling, lo studio del caso – racconta Andrea –: dobbiamo conoscere il carattere dell’animale, i suoi comportamenti, la sua storia, se si è già smarrito e in quali circostanze e poi si arrivare a ipotizzare i motivi della fuga. Quindi identifichiamo uno scenario probabile e restringiamo l’area di ricerca utilizzando Google Maps». Il primo consulto non costa nulla ma se il padrone vuole attivare le squadre di ricerca allora si può acquistare una guida on line o telefonica (39 euro per 45 giorni), o anche approfittare della vetrina di Facebook (119 euro sempre per un mese e mezzo) e dei volantini ad alta visibilità da affiggere nella zona in cui si è smarrito il cane o il gatto. Spesso, però, occorre organizzare battute di ricerca e sopralluoghi con i cani molecolari (300 euro per circa 3 ore di perlustrazione).

Sì, proprio come quelli che vengono utilizzati per seguire le tracce delle persone svanite nel nulla. Andrea ha arruolato i suoi due cani: Napoleone, un Setter irlandese che «a 11 anni ormai è vicina alla pensione», e Grace, un Bloodhound, segugio belga di 7 anni. «Per cercare un cane smarrito puoi anche fare 10 chilometri – spiega Andrea – mentre per i gatti la ricerca è più ristretta, non si allontanano di molto ma maggiormente complicata perché hanno una spiccata capacità di nascondersi e mimetizzarsi». Per scovarli utilizzano anche microtelecamere, rilevatori di calore e trappole con all’interno il mangime preferito dell’animale scomparso. Ma «è fondamentale l’immediatezza dell’intervento». Per questo «stiamo ampliando la rete di pet detective a livello nazionale – fa il punto Dario –. Abbiamo appena formato dieci collaboratori e a maggio ci sarà un nuovo corso a Roma».