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4 mag 2022

Bergamo, omicidio via Novelli: "Non si scusò e poco dopo lo ha accoltellato"

La moglie ai giudici: Marwen gli disse di stare attento perché Patelli inciampò contro la bambina

francesco donadoni
Cronaca
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Marwen Tayari

Bergamo, 5 maggio 2022 - Sono le fasi cruciali. "Ci stavamo avviando verso la stazione quando abbiamo sentito uno che a voce alta gridava al mio compagno: vieni qua adesso se hai i c… Sei più grosso di me e hai il doppio della mia età. Era Patelli. Indossava il casco da motociclista, visiera abbassata. Nella mano destra impugnava il coltello. E’ a pochi centimetri dal mio compagno, la lama vicino all’addome". Poi Marwen Tayari e Alessandro Patelli rotolano a terra. Patelli si rialza. Solo dopo qualche istante anche Tayari, traballa, si regge in piedi a fatica. Fa appena in tempo a prendere un sacchetto con le birre che aveva appoggiato.

"Lo vedo che cade a terra e lo tiro verso di me. Era in una pozza di sangue. Gli alzo la maglietta: aveva due ferite, al collo e al cuore. Sangue che colava dai pantaloncini corti. Cerco di tamponare con acqua. Patelli mi dice: chiama l’ambulanza. Io rispondo: prima l’hai ammazzato e adesso mi dici di chiamare i soccorsi?". I carabinieri arrivano quasi subito, il 118 più tardi (a chiamare sono stati due residenti del palazzo). Ma ormai non c’era più nulla da fare. In pochi attimi un caldo pomeriggio di agosto prende una piega imprevista e sfocia con l’omicidio di Marwen Tayari, 34 anni, tunisino, ucciso con 6 coltellate sotto gli occhi della compagna, Eleonora Turco, 36 anni e dei loro due figli, Benedetta, 13 anni, e Eleonora, due anni adesso. Imputato per omicidio è Alessandro Patelli, 20 anni, faccia da ragazzino smarrito, ai domiciliari. Si accomoda vicino al suo avvocato, Enrico Pelillo, e per tutta la durata dell’udienza terrà lo sguardo abbassato. Ieri alla prima udienza in Corte d’Assise (presidente Petillo, a latere Ruggeri) è toccato alla compagna della vittima parlare per prima.

L’aula è piena. Ci sono anche degli studenti. Vestita di nero, è accompagnata dalla figlia più grande Benedetta (che poi verrà sentita a porte chiuse). Si siede e inizia a raccontare quello che è accaduto quel giorno, l’8 agosto del 2021 in via Novelli, in centro, a ridosso della stazione dei treni, una zona critica della città e della caserma dei carabinieri di Bergamo bassa. Solo a metà ha un cedimento e il presidente sospende l’udienza. Eleonora Turco si è costituita parte civile con le figlie, così come i fratelli e la madre della vittima. "Quella domenica avevamo deciso di fare un giro in città – inizia la sua ricostruzione -. Siamo seduti sui gradini, io, lui e Benedetta, mentre Eleonora è nel passeggino. Ad un certo punto dal portone della palazzina esce Patelli, parcheggia il motorino li vicino. Quando rientra inciampa nel piede di mia figlia. Il mio compagno lo raggiunge e gli dice di stare attento". Il pm chiede alla teste: "Patelli cosa ha risposto?". "Ci ha detto: ma pensa se devo chiedere il permesso per entrare in casa mia". 

 

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