Martinengo (Bergamo), 13 maggio 2017 - «Sono felice che il film di mio padre venga ricordato con tanto affetto e passione, anche a distanza di quarant’anni. L’invito a Martinengo è stata una bellissima sorpresa». Reagisce così Elisabetta, figlia del regista Ermanno Olmi, all’invito che ha ricevuto dai sei comuni bergamaschi (Calcinate, Cividate, Cortenuova, Martinengo, Mornico e Palosco) che si sono accordati per celebrare un importante anniversario che cade nel 2018: il 40° anniversario del “L’Albero degli Zoccoli”, il film diretto da Olmi, vincitore nel 1978 della Palma d’Oro a Cannes.

Interpretato da attori non professionisti, veri contadini della bassa pianura bergamasca che recitarono in dialetto e furono poi doppiati per l’uscita nelle sale italiane, il film è stato inserito nella lista delle 100 pellicole italiane da salvare. Le iniziative organizzate per ricordare questo capolavoro cinematografico saranno presentate oggi al Filandone di Martinengo, nel corso di un appuntamento a cui prenderà parte, oltre ad Elisabetta Olmi, anche anche il ministro alle Politiche Agricole, Maurizio Martina, originario della Bassa Bergamasca.

«Sia io che mio padre – sottolinea Elisabetta Olmi –, siamo molto onorati di questa celebrazione e dell’invito che ci è stato fatto per l’incontro di domani (oggi, ndr). Sono anche molto soddisfatta della presenza di personalità così importanti, come il ministro Martina. Purtroppo mio padre non potrà essere presente – continua la figlia – ma io leggerò un suo messaggio di ringraziamento, che sta scrivendo appositamente per questa iniziativa. Ho avvertito, e mi hanno assicurato la loro presenza, anche la truccatrice, la costumista e la segretaria di produzione dell’epoca in cui venne girato l’Albero degli Zoccoli».

L’incontro al Filandone ha lo scopo di lanciare una serie di iniziative ad ampio raggio, che sono contenute in un protocollo d’intesa siglato dai sei comuni interessati e che toccheranno ambiti diversi: eventi culturali, ma anche promozione nelle scuole, promozione turistica dei luoghi del film e, in generale, rilancio del territorio e del suo patrimonio identitario, culturale, agricolo e gastronomico.