FRANCESCO DONADONI
Cronaca

Stefania Rota, trovata in un parcheggio l’auto della donna: nuovi esami sulle ferite alla testa

Mapello, la Ford Fiesta individuata grazie alla segnalazione di un cittadino: al setaccio le 36 telecamere del paese. Mancano ancora all’appello chiavi, borsa e cellulare

La casa dove è stato trovato il cadavere di Stefania Rota e, nel riquadro, la vittima

La casa dove è stato trovato il cadavere di Stefania Rota e, nel riquadro, la vittima

Bergamo – È un primo punto fermo. È stata ritrovata la Ford Fiesta blu di Stefania Rota, la 62enne di Mapello, scoperta senza vita nella casa di via XI Febbraio a Mapello, il 21 aprile, a distanza di un mese dal decesso. Il corpo della donna - che indossava loden e scarpe - era nel soggiorno. L’auto era sparita, come il cellulare, la borsa e le chiavi che ancora non si trovano.

È stata la segnalazione di un cittadino, forse un residente di Mapello o di un paese vicino, a notarla alcuni giorni fa, quando la notizia del caso si è diffusa. La vettura era in un parcheggio pubblico e, a quanto risulta, non molto distante da via XI Febbraio. Un punto fermo, quindi, nel rompicapo su cui è stato aperto un fascicolo per omicidio volontario per ora a carico di ignoti. E alcuni dettagli avvalorano l’ipotesi del delitto. Uno è proprio l’auto della 62enne. 

I cugini della donna che hanno dato l’allarme hanno raccontato di come Stefania fosse metodica. Ogni volta che rientrava a casa aveva l’abitudine di lasciare la vettura nel vialetto di casa o nel garage. Chi l’ha portata nel parcheggio? L’ha lasciata lei lì per riprenderla in un secondo tempo? L’ipotesi non convince. Sembra più plausibile che qualcuno l’abbia spostata.

Donna schiva, poco incline alle frequentazioni. Viveva da sola (dopo la morte dei genitori), con la pensione (come risulta dalle verifiche bancarie e sui conti), aiutava gli anziani. In un primo momento si pensava che Stefania fosse in Liguria con un gruppo di pensionati. La vettura è stata posta sotto sequestro per consentire gli accertamenti mirati alla ricerca di tracce diverse da quella della 62enne.

Nel frattempo gli investigatori stanno esaminando le telecamere dotate di lettura targhe che qualche comune della zona ha installato. Le immagini di solito vengono cancellate dopo una settimana, ma i dati della targa possono essere conservati fino a un anno. A Mapello, di apparecchi simili ce ne sono 11 agli ingressi del paese, oltre alle 36 telecamere della videosorveglianza. Dalla visione potrebbero arrivare elementi utili.

Resta ancora il giallo delle chiavi di casa, del cellulare della donna e della borsa. Il pm Letizia Ruggeri ha disposto ulteriori esami tossicologici i cui risultati non sono stati ancora depositati. Così come è stato affiancato un altro anatomopatologo per una ulteriore consulenza sull’autopsia. Da approfondire alcune lesioni sul capo. L’ipotesi di un malore non è stata scartata, visti i precedenti medici. Nel caso di uno svenimento, una caduta a terra potrebbe giustificare anche gli schizzi di sangue rinvenuti in casa. "Non sappiamo cosa ti è successo. Se invece emergesse che qualcuno si è preso la tua vita chiederemo di avere giustizia", dicono i cugini.