Evaso dopo le violenze : "T’ammazzo come Viktoriia". Lei finisce sotto protezione

Il giudice: "Grave pregiudizio dell’incolumità e della serenità della persona offesa". Caccia all’uomo, la vittima in una comunità protetta: è all’ottavo mese di gravidanza.

"Risulta concreto e attuale il rischio che se non adeguatamente controllato l’indagato possa nuovamente fare ricorso ad atteggiamenti violenti, con grave pregiudizio dell’incolumità e della serenità della persona offesa", scriveva il gip Alessandra Sabatucci lo scorso 18 dicembre ponendolo ai domiciliari.

Ma Adhurim Krasniqi, ventinovenne muratore originaro del Kosovo che era stato messo ai domiciliari dieci giorni fa perché accusato di maltrattamenti, stalking e violenza sessuale ai danni della ex, all’ottavo mese di gravidanza, attualmente non si sa dove sia: è infatti evaso, e si è dato alla macchia prima che gli venisse applicato il braccialetto elettronico. E ora, mentre è ricercato su tutto il territorio, a livello nazionale e internazionale, la compagna, una ventitreenne ucraina che tra un paio di settimane darà alla luce un bambino, è stata presa in carico dai carabinieri, che l’hanno messa al sicuro in una struttura protetta. La giovane è comprensibilmente terrorizzata: teme che l’ex metta in pratica quanto le aveva prospettato. Adhurim Krasniqi l’aveva conosciuto lo scorso gennaio e poi nel giro di un paio di mesi il rapporto si era stabilizzato in convivenza, a casa di lei. La storia d’amore pero’ è ben presto naufragata. Stando alla parte offesa infatti il ragazzo era violento e manesco, e la obbligava ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà persio durante la gravidanza. Di qui la scelta di interrompere la relazione, presa malissimo dalla controparte: "Puoi sposare dieci uomini ma se sono vivo io sarai sempre mia, non ti può tenere nessuno", le scriveva lui. "Io non ti lascio mai nella vita, devi saperlo molto bene". E ancora, "Finisci uccisa com Viktoriia" l’avrebbe avvertita, minacciandola di morte davanti a una amica. Il riferimento è a Viktoriia Vovktorub, la 42enne badante ucraina che il 4 novembre 2020 fu uccisa a coltellate dall’ex, Kadrus Berisha (condannato all’ergastolo in via definitiva, ndr) e poi sepolta in un giardinetto incolto della bocciofila di fronte a casa sua, nel quartiere Primo Maggio a Brescia. I parallelismi tra le due vicende inquietano: la giovane futura mamma fino a poco tempo fa lavorava proprio nello stesso bar frequentato da Viktoriia - l’ultimo posto in cui fu peraltro vista viva - la cui vicenda era perfettamente nota a Krasniqi. E anche Kadrus Berisha, a sua volta kosovaro, faceva il muratore. Idem l’arrestato. Il gip Alessandra Sabatucci emettendo l’ordinanza a suo carico aveva "certificato" la sua pericolosità sociale. Adhurim Krasniqi "agisce abitualmente in modo aggressivo e violento in contesti di normale interazione sociale". Ma vista l’incensuratezza e la giovane età aveva ritenuto sufficiente applicare la misura cautelare dei domiciliari. Certo, applicando il bracciale elettronico al più presto, "non appena disponibile", aveva scritto. Il problema è che i carabinieri non hanno fatto in tempo ad applicarlo. Perché il ventinovenne nel frattempo è sparito.